POST ALLUVIONE

Strada di Monte Pino ancora chiusa
Piro:"Nessuna certezza sui lavori"

Le macchine inghiottite giacciono ancora nel cratere coperte dal fango Guarda la GALLERY in fondo all'articolo
Cronaca
di Davide Mosca

OLBIA. Sono tanti i turisti che passano di qui questa mattina, ma la strada è interrotta: i cartelli indicano "tutte le direzioni". La confusione è totale e non si sa dove andare. La strada che collega Olbia a Tempio è ancora chiusa e non si sa quando riaprirà. In questo tratto stradale, a pochi chilometri dallo sbarramento quel 18 novembre scorso, la strada si è sbriciolata ingoiando due macchine, portandosi con sé la vita di tre persone. Le due autovetture una Land Rover Freelander e un'Alfa Romeo 147 giacciono ancora in quel cratere, coperte dal fango e dai detriti. Le indagini e le inchieste dovrebbero essere chiuse, ma allora che cosa blocca dal rimuoverle. Come mai non si sente più parlare del ripristino della strada? A chiederselo tanti olbiesi e galluresi. In particolare Marco Piro, in rappresentanza del gruppo consiliare di Forza Italia, ha convocato una conferenza stampa proprio davanti allo sbarramento della strada interrotta per chiedere al Governo, alla Regione, e alla Provincia di dare delle risposte certe e immediate sulla questione. 


"L'iniziativa nasce allo scopo di sensibilizzare l'opinione pubblica su un fatto gravissimo. Oggi -ha commentato Piro- a nove mesi dal cedimento del ponte, l'orologio è fermo ancora a quella drammatica e tragica sera di lunedì 18 novembre scorso. A testimonianza di ciò ci sono ancora le autovetture travolte ed è anche una questione di rispetto nei confronti dei parenti delle vittime. La Gallura è sostanzialmente divisa in due e permane il silenzio delle istituzioni statali, regionali e locali e che dura da 270 giorni". Piro ha poi annunciato che richiederà un consiglio comunale urgente sulla questione e un documento firmato da tutti i consiglieri comunali dei luoghi interessati che spera di poter consegnare a mano al presidente del consiglio Renzi, probabilmente in visita a Olbia alla fine di agosto. La lettera di richiesta di interventi sarà, poi, indirizzata anche al presidente della Regione Sardegna Francesco Pigliaru e al commissario della Provincia di Olbia Tempio, Giovanni Antonio Carta. 


Presente all'incontro anche il consigliare comunale di Tempio, Anna Paola Isoni che ha dichiarato: "Siamo completamente tagliati fuori. Già prima del disastro la Gallura soffriva la grave situazione economica, ma adesso siamo caduti troppo in basso. Tutta la comunità gallurese chiede delle risposte adeguate al governo e alla regione che si è girata dall'altra parte. 


Ora le promesse vanno mantenute". Dello stesso tenore le dichiarazioni di Antonino Corda, consigliere comunale, in rappresentanza del comune di Calangianus: "Ci avevano promesso che entro tre mesi, lo aveva dichiarato un ministro della repubblica italiana, avrebbero ripristinato tutte le strade e invece ancora non abbiamo visto nulla e il trenta per cento dei nostri cittadini che lavora a Olbia è costretto a fare un giro lunghissimo per arrivare sul posto di lavoro. Senza considerare poi le strutture alberghiere e i bed and breakfast in crisi per questa situazione. 


Alla conferenza stampa era presente anche il vice sindaco di Golfo Aranci, Mario Mulas che si è unito al dolore e alla rabbia per i mancati provvedimenti.  Il vice presidente del consiglio comunale di Olbia Michele Fiori ha espresso il suo sdegno per la vicenda della distribuzione dei fondi: " E' vergognoso l'intervento della Regione nella distribuzione dei soldi. A Bitti sono stati conferiti quattro milioni di euro e a Olbia, dove il ciclone Cleopatra ha fatto l'80% dei danni totali, sono stati disposti solo cinque milioni. E' l'ennesima dimostrazione che la Gallura viene come al solito dimenticata da Cagliari. Dello stesso tenore le dichiarazioni dei consiglieri comunali, Vito Langiu, Tiziano Pinna e Giovanni Caselloni che hanno ribadito i concetti esposti e invitato a prendere provvedimenti immediati. 


Da ciò che si sa la strada è ancora sotto sequestro dell'autorità giudiziaria, ma sarebbe aperta per i rilievi e sarebbe possibile addirittura l'indizione della gara di appalto. Da quello che si è visto, però, non basterà un semplice ripristino dell'asfalto franato. Infatti il tratto stradale è composto in più punti da ben cinque ponti, tutti più o meno con la medesima costruzione e dunque fragilità. L'impressione è che la strada andrà completamente riprogettata. La speranza è che non si aspetti altro tempo e si diano tempi certi così come richiesto quest'oggi dal gruppo consiliare di Forza Italia.


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