Furti di sabbia in Sardegna, nuovi strumenti per la forestale e sanzioni in porti e aeroporti

Cronaca
OLBIA. Attraverso due interventi coordinati, è stata assicurata la certezza e l’efficienza dell’applicazione del regime sanzionatorio contro l’illecito prelievo di sabbia dalle spiagge, un comportamento non solo dannoso per le spiagge ma anche sintomo di un deprecabile approccio con l’ambiente. 

La prima fondamentale soluzione è stata individuata dal Consiglio Regionale. Con il recente testo unico sul Turismo, ha infatti definito come illecita non solo l’asportazione ma anche la mera detenzione di sabbia senza autorizzazione o concessione. Sarà dunque molto più semplice accertare la violazione all’interno dei porti e degli aeroporti della Sardegna, perché non sarà più necessario verificare la fase iniziale dell’illecito o comunque effettuare costosi accertamenti di polizia amministrativa per individuare il luogo di precisa provenienza della sabbia. 

La seconda soluzione è stata disposta oggi dalla Giunta, che su proposta dell’assessora della Difesa dell’Ambiente Donatella Spano, ha chiarito che l’irrogazione della sanzione per il possesso o l’asportazione di sabbia viene svolta dal Corpo forestale. 

“Un chiarimento necessario con l’entrata in vigore la scorsa settimana della nuova normativa regionale sul turismo, per avere certezza su quale sia il soggetto chiamato ad agire e così scongiurare inutili duplicazioni di uffici a per la medesima funzione”, spiega l’assessora Spano. E aggiunge: “Il Corpo forestale, che negli anni ha consolidato la competenza in materia, potrà finalmente portare a conclusione ogni violazione curando tutto il procedimento, dalla contestazione fino all’irrogazione e all’eventuale contenzioso, avendo un’esperienza pluridecennale e una solida organizzazione”. 

La delibera chiarisce peraltro che i Comuni sono i soggetti competenti per irrogare le sanzioni relative agli illeciti attinenti l’uso occasionale di immobili e aree per campeggio, per le aree di sosta temporanea a fini turistici, per il divieto di campeggio libero e danneggiamenti alla segnaletica delle rete escursionistica della Sardegna.


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