S'Iscuru

Al via la sesta giornata del Time in Jazz

Cultura e Spettacolo
OLBIA. Prende il via da Telti (Ss) la sesta giornata di Time in Jazz, il festival diretto da Paolo Fresu tra il suo paese natale, Berchidda, e altri quattordici centri del nord Sardegna. Domani (domenica 13 agosto) la chiesa di Santa Vittoria ospita alle 11 l'inedito duo pianistico di Enrico Zanisi e Dino Rubino, già di scena nei giorni scorsi rispettivamente con Paolo Fresu e con Ada Montellanico e in piano solo. Il concerto è proposto con il sostegno di alcuni sponsor locali e seguito da una degustazione di vini Tercis.
 
Una musicista sarda (di Mogoro) è invece al centro dell'appuntamento del tardo pomeriggio a Ploaghe: Zoe Pia, clarinettista, compositrice e appassionata ricercatrice, di scena alle 18.30 nel convento dei Cappuccini: con lei al clarinetto, alle launeddas e ai live electronics, ci saranno Roberto De Nittis al pianoforte e alle tastiere, Glauco Benedetti al basso tuba e Sebastian Mannutza alla batteria e al violino. Si intitola "Shardana" il suo debutto discografico del giugno 2016 (Caligola Records), scaturito da un progetto di ricerca sulla Sardegna in ambito compositivo, musicologico e storico-archeologico, e che propone "un coraggioso innesto di linguaggi, repertori e suoni a cavallo tra il jazz di oggi, l'improvvisazione e l'etnia", come ha scritto Paolo Fresu. La tecnica della soundscape composition unita al linguaggio contemporaneo le hanno permesso di raccontare in musica le energie nascoste nella tomba dei giganti di Sa Dom 'e S'Orcu, i personaggi misteriosi come S'Accabadora, la forte tradizione processionale di Mogoro (il suo paese natale), la storia dei popoli del Mediterraneo, l'omaggio al grande cantautore Andrea Parodi, le leggendarie Domus de Janas ed il tradizionale riecheggiare del ballo sardo. Tra gli strumenti, spiccano le launeddas in una veste totalmente personale, filtrate da un'accurata ricerca delle possibilità timbriche del prezioso strumento millenario.
 
Al chiostro del convento di Ploaghe, il pubblico potrà anche visitare il Simposio internazionale del Mosaico (organizzato da Sardinia Contemporary mosaic & art in collaborazione con l'Associazione pro loco di Ploaghe, e la direzione artistica di Giulo Menossi), che ospiterà opere di dodici artiste internazionali dell'arte musiva.
 
La serata sul "palco centrale" del festival in Piazza del Popolo a Berchidda si apre come sempre alle 21.30: al centro dei riflettori nel primo set il duo formato da Adam Bałdych e Helge Lien. Attivi insieme anche in altri progetti e in trio, il violinista polacco e il pianista norvegese propongono una raffinata miscela sonora, corposa e ben progettata. Il loro virtuosismo e le rispettive sensibilità sono alla base di un interessante dialogo artistico che dimostra come un duo molto "classico" di pianoforte e violino possa essere ancora un territorio da esplorare, pieno di possibilità. Quarantadue anni compiuti ad aprile, Helge Lien è un musicista di fama internazionale che esplora i confini tra diversi generi, ma mantenendo sempre distinguibile il suo sound di pianista jazz. Pur con un suono contemporaneo, che guarda verso il futuro, nella sua musica si colgono l'eredità del folk e l'ispirazione proveniente dalla natura incontaminata del suo paese. Dal 1999 porta avanti il trio a suo nome, con cui ha vinto nel 2008 il Norwegian Grammy per "Hello Troll", primo di ben nove album. Il più recente, "Guzuguzu", è stato pubblicato lo scorso marzo da Ozella Music.

Classe 1986, Adam Bałdych ha iniziato a calcare i palchi internazionali a soli sedici anni; considerato un "bambino prodigio", è ora diventato uno dei più interessanti violinisti jazz d'Europa. Nel 2012 entra nella scuderia ACT Music con il suo primo album, "Imaginary Room", che gli apre la strada verso i palchi del jazz più importanti d'Europa. Nel 2014 e 2015 arrivano il secondo e il terzo lavoro per ACT, "The New Tradition", e "Bridges" inciso proprio con l'Helge Lien Trio. Adam Bałdych è stato insignito di prestigiosi riconoscimenti, come l'ECHO Jazz nel 2013 e il Grand Prix Jazz Melomani. Nel giugno dell'anno scorso ha ricevuto la Croce Rossa al Merito dal Presidente della Polonia e la Medaglia al Merito per i suoi traguardi culturali.

Polacco, ma da una decina d'anni di casa a New York, è anche il grande protagonista del secondo set della serata: il trombettista Tomasz Stanko, figura di primo piano della scena jazzistica internazionale, alla testa del New York Quartet, uno tra i suoi progetti più interessanti degli ultimi anni, con il pianista cubano David Virelles, il contrabbassista Reuben Rogers, originario delle isole Vergini, e il batterista americano Marcus Gilmore.
Con la sua inconfondibile voce strumentale, le sue improvvisazioni intensamente liriche e i suoi temi appassionati, caratteristici come le atmosfere tendenti al noir che spesso evocano, Tomasz Stanko ha pubblicato lo scorso marzo December Avenue, il suo dodicesimo album da leader per l'etichetta ECM, registrato proprio con il suo quartetto newyorchese.
Classe 1942, sulle scene fin da giovanissimo negli anni Cinquanta, nel corso della sua carriera Tomasz Stanko ha pubblicato trentasette album come leader e composto musica per numerosi film e produzioni teatrali. Dopo Berchidda, il pubblico di Time in Jazz potrà ancora applaudire il settantacinquenne trombettista polacco l'indomani mattina (lunedì 14 agosto) alle 11 a Olbia, nella Chiesa di San Paolo, in duo con il pianista David Virelles.
 
Spenti i riflettori sul palco centrale, la musica prosegue poi, come tutte le sere, al Jazz club allestito nella "piazzetta degli incontri", davanti al Centro Culturale "Pietro Casu", con il Rent a Trio (Matteo Cara al pianoforte; Edoardo Meledina al basso e Vito Cauli alla batteria) più ospiti.
 

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