Il Partito democratico accende i motori della campagna elettorale e presenta i candidati a Olbia

di Davide Mosca
OLBIA. Il Partito democratico accende i motori della campagna elettorale al Blue Marine di Olbia presentando i candidati per il Nord Sardegna e per il territorio alla camera e al senato. Presenti i vertici del partito, a partire dal segretario regionale del Pd Giuseppe Luigi Cucca, l'assessore all'agricoltura Pierluigi Caria, l'assessore ai trasporti Carlo Careddu, il consigliere regionale Giuseppe Meloni e il presdiente del consiglio regionale Gianfranco Ganau.

In una sala gremita di gente c'erano anche i sindaci del territorio targati Pd. Particolarmente rumorosa l'assenza del deputato uscente del territorio, Gian Piero Scanu. "Impossibilitato a presenziare per motivi di salute" ha commentato il segretario cittadino Gianluca Corda introducendo gli interventi dei candidati e assicurando che Scanu lavorerà comunque per la campagna elettroale e per il partito nonostante l'esclusione dalle liste".

"Noi dobbiamo investire sui nostri figli -ha dichiarato il candidato in corsa per il collegio uninominale di Olbia Paolo Bittu, ingengnere e segretario provinciale del Pd- perché loro sono le frecce che scagliamo nel futuro. E ringrazio mio padre, scomparso di recente, che da operaio mi spinse a studiare per avere più opportunità di quelle che aveva potuto avere lui. E così è stato. Per questo dobbiamo lavorare per loro, perché non lascino i territori decretando lo spopolamento dei piccoli centri che sono un patrimonio dall'altissimo valore linguistico, storico, culturale. Ed ecco allora che ripartiremo dalla legge del nostro governo "Salva Borghi" per tutelare il nostro grande patrimonio ambientale. Io amo questo territorio, ma per amarlo bisogna conoscerlo. Archeologica, storia, cultura tradizioni, geologia per una terra che è un'enorme un'università a cielo aperto e per questo va valorizzato".

La candidata al proporzionale alla Camera del nord Sardegna, l'avvocato di Olbia, Silvia Russel punta forte sulla tutela dei diritti: "Il nostro governo ha dato segnali importanti e concreti per vedere tutelati i diritti fondamentali come il diritto alla salute, la tutela dei ragazzi disabili e delle donne che subiscono violenza. Io parlo da sorella di un disabile e conosco le problematiche. Di grande importanza la legge del "dopo di noi", un provvedimento fonamentale per i nostri cari. Vogliamo lavorare dunque su quei cento passi effettuati e i cento da fare che sono inseriti nel nostro programma. Il nostro è il governo dei diritti".

Tra i candidati presente anche Gavino Manca, consigliere regionale e capolista nelle liste per il proporzionale della camera del Nord Sardegna. "Sarà un mese difficile che dovremo vivere in questa campagna elettorale. Viviamo in un momento di disagio e ai cittadini dobbiamo parlare basandoci su tre parole fondamentali: verità dei fatti, realtà e concretezza, in un momento in cui la demagogia affiora noi dobbiamo dare un segnale e lavorare seriamente come sempre abbiamo fatto".

Per Gianfranco Ganau,
presidente del consiglio reigonale in corsa per il Senato nel collegio del Nord Sardegna,  bisogna ripartire da quanto il governo ha fatto: "Abbiamo trovato un'Italia sull'orlo del baratro e ora abbiamo recuperato quasi quattro punti sul Pil. Abbiamo portato a compimento importanti riforme sul lavoro, creato infrastrutture e scritto leggi fondamentali pe ri diritti civili. Oggi abbiamo il dovere di continuare su questa strada e governare l'Italia. 

In chiusura ha parlato il segretario regionale del Pd,Giuseppe Luigi Cucca candidato al senato. "Olbia è la scommessa della Sardegna. Abbiamo una città che rappresenta il futuro e una speranza per tutta l'Isola perché è il territorio che ha più prospettive di sviluppo. Con il turismo per la posizione geografica, con porto e aeroporto e costa che ci invidiano in tutto il mondo. Lavoreremo per questo territorio e per la Sardegna portando avanti il programma dei cento passi". Non sono mancate le stoccate agli avversari politici: "Non ci sono alternative al partito democratico. Da una parte c'è un candidato premier che ha scaldato i banchi dell'università e non ha mai lavorato, non conosce i problemi dei territori e noi vogliamo dare il governo dell'Italia a uno come Di Maio? Siamo sicuri che sarebbe in grado di andare a parlare in Europa con la Merkel?. Dall'altra c'è una coalizione già divisa in partenza con tre candidati premier, Salvini, Meloni e Berlusoni che oggi propone Tajani chissà domani".





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