Olbia Di Pinta 2018

Olbia, spaccio di marijuana e hashish davanti alle scuole olbiesi: la polizia arresta due persone

di Davide Mosca
OLBIA. Spaccio nei pressi delle scuole olbiesi. Decine e decine di consumatori giovanissimi anche delle scuole medie. E' quanto hanno accertato gli uomini della Polizia di Stato del commissariato di Olbia che oggi, dopo un'indagine durata alcuni mesi, hanno dato esecuzione a due ordinanze di arresti domiciliari nei confronti di G.B.S., olbiese 19enne, e di R.A., un giovane di origini pachistane di 22 anni. I due sono accusati di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio e lesioni causate da altro reato. Nello specifico avrebbero venduto cocaina ad un ragazzo gallurese finito in ospedale in gravissime condizioni perché in overdose.

Tutti i dettagli sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa presso il commissariato di Olbia alla presenza del dirigente Fernando Spinicci e del vice commissario Lino Collu. "L'operazione non è conclusa -ha dichiarato Spinicci-, perché ci potrebbero essere ulteriori sviluppi con il coinvolgimento di altri ragazzi minorenni. Di questo aspetto se ne sta occupando il tribunale dei minori di Sassari. L'indagine è partita all'indomani del ricovero di un giovane di un comune gallurese in stato di overdose nel mese di settembre. Da allora sono stati attivati tutti gli strumenti di osservazione, di raccolta di informazione e di incrocio di dati che hanno portato alla scoperta di questa rete di spaccio nei pressi delle scuole olbiesi.  E attenzione a parlare di droghe leggere, perché questo tipo di marijuana venduta ha dei valori del principio attivo altissimi".

Gli uomini della polizia di stato hanno affidato alla scientifica di Cagliari l'analisi della marijuana sequestrata che conterrebbe valori molto elevati del principio attivo. "Si è passati da una coltivazione "tradizionale" - ha dichiarato il vice commissario Collu- ad una più moderna con l'utilizzo di ibridi e fertilizzanti. In pratica sono delle piante pompate con prodotti chimici.".

Pizze e Coca Cola erano i termini usati su wahtsapp per ordinare il quantitativo richiesto di marijuana e hashish. Le consegne avvenivano in maniera diretta nei pressi delle scuole. La polizia ha poi potuto accertare anche lo spaccio di altre sostanze come la cocaina. L'indagine è stata coordinata da Ginevra Grilletti, sostituto procuratore del trubunale di Tempio Pausania.


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