A La Maddalena le reliquie di Santa Rita da Cascia e una statua in dono per ricambiare "Sa paradura"

di Davide Mosca
OLBIA. Due territori, la Sardegna e l'Umbria uniti dalla solidarietà e dall'antico rito di "Sa paradura". Quasi mille pecore e cinquecento chili di foraggio erano stati donati dai pastori sardi a quelli di Cascia, provati dal terremoto che nel 2016 aveva colpito l'Umbria. Oggi il rettore della basilica Agostiniana Santa Rita da Cascia, Padre Bernardino Pinciaroli, e il Comune di Cascia hanno comunicato che porteranno le reliquie di Santa Rita da Cascia a La Maddalena e doneranno una statua della Santa in segno di riconoscenza verso la generosità del popolo sardo. Le reliquie saranno esposte nella parrocchia di Santa Maria Maddalena che quest'anno festeggia i 250 anni dalla sua fondazione. Una scultura lignea, dell'artista Tonino Loi, raffigurante un pastore verrà poi donata dal popolo sardo a Cascia.

Il grande evento si terrà dall'1 al 3 giugno proprio a La Maddalena in occasione della manifestazione "Voci di Maggio". Sacro e profano si fondono dunque per una grande festa che vedrà anche l'esibizione di Roberto Vecchioni, Enzo Favata, i Nomadi e tanti altri gruppi della tradizione musicale sarda per celebrare il 135esimo anniversario della morte di Giuseppe Garibaldi. "Voci di Maggio" è un format creato dal leader del gruppo etno-Rock degli Istentales, Gigi Sanna, che era stato anche il promotore di "Sa Paradura"per l'Umbria, un antico rituale dei pastori sardi che prevedeva di offrire le proprie pecore per ricostruire le greggi a chi aveva perso tutto. Arriveranno sull'isola anche cinquanta agnellini nati a Cascia dalle pecore donate per saldare ancora di più il legame che verrà anche sancito con il gemellaggio tra i produttori Umbri e la Coldiretti Sardegna per conoscere meglio i prodotti alimentari di entrambi i territori.
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SIDDURA MAÌA
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