"Quando non sai cosa scrivere, leggi"

19/12/2016 - 30295 visualizzazioni
di Rita Careddu dal blog Porto Cervo Lifestyle
Mia mamma diceva spesso “Quando non sai cosa scrivere, leggi”.
È un pezzo di saggezza materna che mi porterò dentro per sempre, il problema sorge quando l’unico libro a portata di mano è quello che Giorgio mi ha appena fatto atterrare sull’occipite destro. Rudolph e il mistero della renna dal naso rosso. 
Ora, dubito che ne trarrò ispirazione, ma davanti a quel sorriso che inneggia “Mamma, tutti dentro il libro” io non resisto e mi butto nella lettura con lui.
 Mi piacerebbe adesso raccontarvi di quella metafora inaspettata che mi ha aperto un mondo, e invece no, la renna ha ritrovato la sua slitta senza particolari colpi di scena ed il Natale di Rudolph è salvo. Il mio in alto mare.
 Dovrei prepararmi alla mattinata di domani, ma gli occhi cedono.

In un attimo il sole sorge e la giornata prende forma. 
Oggi Marco mi preparerà un look di Alberta Ferretti e io, in gergo, non ho studiato.


Mentre mi aiuta ad indossare i preziosi capi, mi racconta di come la stilista punti ancora una volta su un romanticismo nostalgico, per la sua collezione invernale; un’articolata fusione fra il desiderio pungente offerto dalle trasparenze e il rimpianto malinconico appena sussurrati dai colori tenui. Mentre Marco mi racconta la storia che lui legge in questi abiti, io mi ritrovo persa nelle atmosfere di un tempo passato, tra seta intarsiata di pizzo ed eleganti figure scolpite sulle mie forme. Mi sento coccolata e interprete di un’eleganza che mi trascina oltre il mio corpo, facendomi sentire pudica e desiderata; perfetta interprete di un mondo che prende forma e si racconta nelle finiture che indosso.
“Cosa ti senti adesso” mi domanda Marco
Io mi guardo allo specchio, mi giro su me stessa.
“Mi sento bella. Libera. Silenziosa. Ma c’è qualcosa di strano, come se mi sentissi intrappolata”
Marco sorride, forse arrivare impreparata è stato un bene, perché ogni pagina che mi leggevo addosso, mi preparava alla successiva, senza mai anticiparne la trama. 
Marco mi porta fuori, alla piccola spiaggia a pochi metri dalla sua boutique.
“Ora cammina e poi dimmi come ti senti”
Invasa dal sole, mi sento pervadere da un’energia potente, mi tolgo le scarpe e cammino sulla sabbia fresca. Giro ancora su me stessa.
 Donna. Ecco come mi sento. Donna.


Quando racconto questo al mio mentore, vedo che la sua espressione ha un’aria soddisfatta.
“Devi capire che in ogni collezione c’è sempre una ricerca, un percorso, una sofferenza a volte profonda. Indossare un capo che si ispira alle atmosfere dei primi del Novecento, significa anche interpretare una donna che inizia ad emergere, in silenzio, fino ad un cammino di grande indipendenza intellettuale, ma senza rinunciare alla potenza della sua femminilità.
Tu qui non ti stai provando un vestito, tu qui interpreti una parte. "
E sì, l’attrice protagonista di una bellissima storia scritta da Alberta Ferretti.
 Mentre rientro a casa, ripenso alle esperienze che sto maturando e che voglio condividere con chi mi sta accanto. Oggi, quando Giorgio mi chiederà ancora di stare tutti dentro un libro, gli racconterò di come questo sia possibile, quando ti lasci trascinare da una visione, dall’esperienza di una grande artista.
Forse non lo capirà oggi.
Ma quando un giorno mi chiederà un consiglio penso proprio che gli dirò:
“Quando non sai cosa fare, vivi prima di tutto”.

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