Inca Cgil, la crisi fa aumentare attività patronato, +50% pratiche

Più che raddoppiate richieste di sostegno a reddito.

Welfare
AdnKronos
Roma, 25 feb. (Labitalia) - "La crisi economica ha avuto un impatto consistente nell'attività complessiva dell'Inca, che ha visto aumentare il numero delle pratiche aperte, passate dal 2010 al 2013 da 1.860.428 a 3.379.720, pari, in termini percentuali, a un incremento che sfiora il 50%". Lo ha reso noto oggi l'Inca, il patronato della Cgil, in occasione dell''Assemblea nazionale della tutela individuale del sistema servizi della Cgil', in corso a Roma. "Le conseguenze sono ancora più evidenti -osserva l'Inca- se si osservano i dati disaggregati delle diverse tipologie di domande rivolte al patronato. Nell'ultimo quadriennio l'incremento più consistente ha riguardato, non a caso, le pratiche di richiesta di sostegno a reddito che sono più che raddoppiate: da 373.333 del 2010 a 782.709 del 2013. Anche se meno consistente sono altresì aumentate quelle per ottenere l'assegno al nucleo familiare, cresciute, in valori assoluti, da 152.705 nel 2010 a 174.267 nel 2013"."Tutto ciò dimostra come la crisi - continua - abbia profondamente cambiato quantitativamente e qualitativamente l'attività dell'Inca che, avendo scelto di assicurare un'azione di tutela sindacale individuale completa, si è trovata ad affrontare richieste che vanno ben oltre 'il finanziabile delle pratiche' da parte del ministero. In questo contesto, non deve stupire, infatti, che si sia allargata enormemente la forbice tra le pratiche a punteggio (per le quali il ministero del Lavoro riconosce un rimborso) e quelle, pur assicurate dal patronato della Cgil, per le quali non è previsto alcun finanziamento pubblico". Dall'analisi dell'attività dell'Inca degli ultimi anni, rileva il patronato, risulta in "maniera inequivocabile come gli effetti della legge di riforma delle pensioni targata Monti-Fornero abbia ridotto in modo considerevole il numero delle pratiche di domanda di pensione, diminuite dal 2010 al 2013 di 48.392 richieste, mentre sono aumentate tutte le voci riguardanti: il sostegno al reddito, le richieste di rilascio Cud Inps, gli assegni al nucleo familiare e altre tipologie assistenziali". "La conseguenza immediata di questi dati - fa notare l'Inca - è la riduzione dell'incidenza percentuale di domande di pensione sull'attività complessiva dell'Inca, che non raggiunge l'11%. Diversa è, invece, quella sul numero delle pratiche di sostegno al reddito e degli assegni al nucleo familiare, che si attesta al 43%. Anche l'attività di tutela per le lavoratrici e i lavoratori immigrati riflette gli effetti della crisi in atto. Il nostro paese non è più un polo di attrazione, ma è considerato solo come un transito necessario verso altre nazioni europee, tant'è che, anche se di poco, in quattro anni, le domande di tutela rivolte all'Inca dagli immigrati hanno avuto un andamento decrescente"."Solo tra il 2012 e il 2013 - avverte il patronato della Cgil - le pratiche aperte sono diminuite di 22.860 richieste. Un simile andamento lo hanno avuto le domande di invalidità civile che, seppure aumentate tra il 2012 e il 2013 solo di 1.231, se raffrontate al dato del 2011, sono diminuite di 19.397. In questo contesto, sono cresciute anche le difficoltà per intercettare le richieste di tutela del danno da lavoro le cui pratiche hanno seguito un andamento decresente, mentre è aumentato fino quasi al raddoppio il numero delle pratiche per riconoscimento dello stato di handicap, passate da 61.235 del 2010 a 104.456 del 2013".

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