Sanita': pediatri, bimbi sani generano risparmi, Governo punti su prevenzione

Salute
AdnKronos
Roma, 26 feb. (Adnkronos Salute) - "Qualsiasi Governo" e in particolare il 'neonato' esecutivo italiano, fra l'altro il più giovane di sempre, "dovrebbe puntare sulla prevenzione, che inizia dalla più tenera età. E questo perché avere bimbi sani significa che gli adulti di domani saranno sani, e questo genera anche un risparmio economico" per lo Stato. Lo ha detto all'Adnkronos Salute il presidente della Federazione italiana medici pediatri (Fimp) Giampietro Chiamenti, oggi a Roma a margine della conferenza di 'preparazione' all'8° Congresso nazionale Fimp, in programma dal 2 al 4 ottobre a Milano. Secondo Chiamenti il nuovo Governo italiano dovrebbe dunque, come prima cosa, "aumentare le risorse dedicate alla prevenzione, per prevenire le malattie infettive, per una corretta alimentazione, per affrontare i problemi sociali che oggi riguardano sempre più famiglie. Se in passato come pediatra dedicavamo il nostro tempo soprattutto alle visite, oggi queste ultime rappresentano solo il 30% dell'attività, mentre per il 70% il pediatra si dedica ai problemi relazionali nelle famiglie. Se oggi lavorano sia la madre che il padre, il più delle volte quando rientrano a casa e si dedicano ai figli sono attanagliati dai sensi di colpa e tendono ad accontentare in tutto i piccoli. Questo è sbagliato, occorre recuperare il valore del 'no'. Inoltre le disgrafie, le dislessie, l'iperattività - spiega l'esperto - hanno origine nella prima infanzia e bisogna rilevarne i segni precocemente per affrontarle al meglio". Secondo Chiamenti, il Governo può "puntare su una risorsa 'chiave', unica nel panorama europeo, che è il pediatra di famiglia". Ma il panorama in cui il pediatra opera oggi è cambiato: alcuni farmaci di uso quotidiano sono pressoché scomparsi, interventi routinari oggi sono obsoleti, malattie quali il morbillo, la malattia reumatica e l'epiglottite non sono più malattie temute e mortali, anzi sono quasi prossime alla eradicazione grazie alla prevenzione, a nuovi medicinali e ausili diagnostici innovativi. "Possiamo solo ipotizzare come cambierà il nostro lavoro nei prossimi decenni - rileva la Fimp - Probabilmente, grazie alla ricerca su base genetica, ciascuna malattia avrà una propria eziologia e un trattamento ottimale. Valuteremo, classificheremo e adatteremo la terapia per i disturbi del comportamento, dall'autismo all'Adhd, con nuove metodologie che renderanno anacronistico lo standard attuale. La semeiotica, un tempo strumento di diagnosi di molte malattie, sarà sostituita da un crescente supporto tecnologico. Già oggi la cartella clinica elettronica è entrata a far parte del quotidiano del pediatra e questo è solo il primo passo verso la dematerializzazione e la registrazione elettronica dei dati che porterà a migliorare l’efficienza e a ridurre gli errori in medicina". La pediatria, evidenziano gli esperti, "sarà chiamata a prendere posizione su grandi controversie, quali l'uso di farmaci per 'migliorare' il Qi, l'umore, le prestazioni fisiche, lo stato di benessere. Le evidenze dimostreranno che molte condizioni borderline non sono vere patologie; scopriremo che l'obesità è caratterizzata da molti sottotipi genetici diversi e alcuni rispondono alle restrizioni dietetiche meglio di altri. Le resistenze antibiotiche diventeranno un problema crescente, soprattutto perché sempre meno nuovi farmaci sono disponibili per i bambini: il numero di nuovi prodotti destinati ai bambini è in diminuzione rispetto a quelli studiati per gli anziani, la nuova frontiera sarà quella delle cure personalizzate. La maggiore evoluzione sarà nel campo dei vaccini: molti diventeranno orali o intranasali riducendo il numero delle iniezioni necessarie". Ma "lo stato di benessere dei bambini nella nostra società dipenderà strettamente dalle politiche sociali e dal sostegno alla famiglia che la società saprà garantire, contrastando le crescenti difficoltà economiche", considerando anche che "i bambini, sempre di meno e sempre più preziosi, ora più che mai, nascono in grande maggioranza dalle famiglie più povere, che abitano nei quartieri più popolari, che debbono fronteggiare ogni forma di svantaggio economico, sociale e culturale".

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