Censis-Accredia, alta qualità sistema produttivo ma cala contesto socio-economico

E' la Lombardia a conquistarsi il primo posto, seguita da Piemonte, Emilia Romagna, Trentino-Alto Adige e Veneto.

Dati
AdnKronos
Roma, 26 feb. (Labitalia) - Rimane alta la qualità del sistema produttivo italiano ma diminuiscono la qualità della vita e del contesto socio-economico, dell'ambiente e dell'offerta di servizi pubblici. Nel sistema produttivo italiano, per gli anni 2009-2012, si registra una buona propensione all'innovazione e alla crescita e, su questo piano, è la Lombardia a conquistarsi il primo posto, seguita da Piemonte, Emilia Romagna, Trentino-Alto Adige e Veneto. In calo, invece, nel nostro Paesde la qualità della vita e del contesto socio-economico con forte dualismo Nord-Sud. In Italia la regione in cui si vive meglio è il Trentino-Alto Adige, seguita da Valle d'Aosta, Lombardia, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia Romagna. Anche la qualità dell'ambiente è in calo in gran parte del Paese. Le regioni più virtuose sono Valle d'Aosta, Trentino-Alto Adige e, a considerevole distanza, Basilicata, Sardegna e Friuli-Venezia Giulia. Anche la qualità dell'offerta dei servizi pubblici è in diminuzione con poche regioni eccellenti. Friuli-Venezia Giulia la regione migliore, seguita da Emilia Romagna, Trentino-Alto Adige, Valle d'Aosta e Lombardia.Questi in sintesi i risultati del 2° Rapporto Accredia-Censis 'Qualità, crescita, innovazione', presentato oggi a Roma e promosso da Accredia, l'ente unico nazionale di accreditamento che verifica la competenza degli organismi che certificano Iso 9001, per indagare la qualità che l'Italia esprime in alcune dimensioni della sua struttura economica e sociale. Tra i fattori di tenuta del sistema d'impresa c'è anche la certificazione. Il Rapporto Accredia-Censis rileva infatti che sono ormai più di 83.000 in Italia le aziende dotate di un sistema di gestione della qualità secondo gli standard Uni En Iso 9001, portando il nostro Paese al secondo posto nel mondo. Si tratta per lo più di aziende che, pur nell'attuale fase di crisi, esprimono livelli di efficienza e capacità competitiva maggiori rispetto alla media nazionale. Il sistema produttivo italiano, che Accredia rileva con l'indicatore 71,5 su 100 nel 2012, è il risultato del confronto di 18 variabili tra cui la nati-mortalità delle imprese, l'andamento dei brevetti e marchi depositati in Italia da aziende italiane, la produttività del lavoro, il ricorso all'Ict, i fallimenti, le assunzioni di figure professionali specializzate e l'andamento delle certificazioni per il sistema di gestione della qualità. In questo contesto, Toscana, Marche e Friuli-Venezia Giulia, presentano valori leggermente sotto la media italiana, mentre ultime sono Sardegna, Molise e Calabria che si colloca nel punto più in basso della classifica. L'indicatore della qualità della vita e del contesto socio-economico in Italia si pone ad un livello abbastanza elevato (72,2 su 100 nel 2012), sebbene in diminuzione. Il Paese non registra certamente fenomeni di degrado diffuso, ma occorre senza dubbio migliorare. La forte crescita del tasso di disoccupazione, soprattutto tra i giovani, la riduzione dei consumi pro-capite ed il progressivo allargamento di situazioni di disagio sociale tra le famiglie, non hanno permesso un'evoluzione positiva. L'indicatore relativo alla qualità dell'ambiente assume un valore più contenuto rispetto agli altri (46,1 su 100 nel 2012), evidenziando un ritardo in gran parte del Paese rispetto a pratiche ottimali. L'indicatore relativo alla qualità dell'offerta di servizi pubblici assume valori piuttosto elevati (77,3 su 100 nel 2012), mostrando alcune punte di eccellenza ma un andamento decrescente e ampi margini di miglioramento.

Leggi anche

SIDDURA