Sanità: Msf, in Afghanistan accesso a cure mediche limitato e inadatto

Salute
AdnKronos
Roma, 26 feb. - (Adnkronos Salute/Aki) - L'accesso alle cure mediche in Afghanistan è ''seriamente limitato e assolutamente inadatto ai crescenti bisogni'' della popolazione. Lo denuncia un rapporto presentato da Medici senza frontiere nel quale si afferma che, dopo oltre dieci anni di investimenti e aiuti internazionali, l’assistenza sanitaria limitata comporta gravi rischi per la popolazione, spesso mortali. La ricerca, intolata 'Tra retorica e realtà: la continua lotta per l’accesso all’assistenza medica in Afghanistan', è stata condotta nel 2013 per sei mesi e con più di 800 pazienti, negli ospedali in cui Msf lavora nelle province di Helmand, Kabul, Khost e Kunduz. ''Un paziente su cinque tra quelli intervistati ha perso un membro della famiglia o un amico, negli ultimi due anni, a causa del mancato accesso alle cure mediche - dichiara Christopher Stokes, direttore generale di Msf - Tra quelli che hanno raggiunto i nostri ospedali, il 40% ci ha detto di aver affrontato combattimenti, terreni minati, posti di blocco o molestie lungo il cammino''. Le testimonianze raccolte da Msf riferiscono poi che la maggior parte dei pazienti afferma di non aver potuto usufruire, durante una malattia, della struttura sanitaria più vicina, ma di aver dovuto percorrere lunghe distanze per cercare le cure, a costi e rischi significativi. ''Le persone ci hanno parlato di ospedali privi di farmaci, staff qualificato ed elettricità, e di doversi indebitare sempre di più per pagare i trattamenti - continua Stokes - Altri ci hanno detto di aver dovuto vegliare sui loro parenti malati o feriti per tutta la notte, sperando di trovarli ancora vivi la mattina dopo, quando raggiungere l’ospedale sarebbe stato sufficientemente sicuro''. Msf ritiene poi che ''negli ultimi 12 anni le decisioni prese dai governi su dove e come fornire assistenza in Afghanistan si sono troppo spesso basate su considerazioni diverse rispetto ai bisogni della gente, come la stabilizzazione, le strategie anti-rivolta o la volontà di ‘conquistare i cuori e le menti’ degli afghani. Il risultato è che ci sono ancora gravi lacune nella risposta ai bisogni urgenti causati dal conflitto in corso''. L'organizzazione rivolge quindi un appello ai ''donatori internazionali, il sistema degli aiuti e le autorità afghane (che, ndr) devono rispondere urgentemente alle gravi carenze dell’assistenza sanitaria e mettere da parte ogni considerazione diversa dai bisogni delle persone''.Il testo sottolinea poi che ''l’interruzione dei servizi medici colpisce in maniera sproporzionata chi vive in zone contese sul piano militare. L’insicurezza e il limitato accesso a quelle comunità da parte delle autorità sanitarie e delle organizzazioni umanitarie, compresa Msf, impediscono una risposta sostenuta o adeguata. Per raggiungere le persone più vulnerabili, le organizzazioni umanitarie dovranno come prima cosa negoziare con tutte le parti del conflitto la loro possibilità di accesso. Allo stesso tempo, tutte le parti del conflitto devono fare molto di più per garantire la possibilità di fornire cure mediche imparziali a tutti i malati e i feriti''.

Leggi anche