Commercio estero: Istat, a marzo export +2,2% su mese

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AdnKronos
Roma, 23 apr. -(Labitalia) - A marzo netta espansione del commercio estero extra Ue rispetto al mese precedente. A rilevarlo è l'Istat che registra un incremento più marcato per le importazioni (+4,8%) che per le esportazioni (+2,2%).La crescita congiunturale dell’import è diffusa a tutti i raggruppamenti principali di beni, esclusi i beni strumentali (-0,6%). Gli acquisti di energia (+7,7%) e di beni di consumo (+7,0%) sono in rilevante espansione. Il più contenuto incremento congiunturale dell’export è sostenuto dall’energia (+19,1%), dai beni di consumo non durevoli (+5,9%) e dai beni intermedi (+2.4%). Le vendite di beni di consumo durevoli (-4,0%) e di beni strumentali (-0,4%) sono invece in flessione. La forte crescita registrata a marzo nelle esportazioni verso paesi extra-Ue ha portato a un balzo dell’avanzo commerciale , che è stato pari a 3,58 miliardi di euro, contro i 2,7 miliardi dello stesso mese del 2014. Lo comunica l'Istat che precisa come, senza considerare i prodotti energetici, il surplus è pari a 6,2 miliardi, rispetto ai 5,9 miliardi di marzo 2014.Grazie al contributo di un giorno lavorativo in più rispetto al 2014 e all'incremento dell’export di mezzi di navigazione marittima (per un contributo pari a +2,3 punti percentuali) a marzo le esportazioni italiane verso paesi extra-Ue hanno registrato una crescita tendenziale pari a +13,2%, particolarmente marcata per i prodotti intermedi (+13,1%) e i beni di consumo non durevoli (+11,0%). Lo rileva l'Istat che segnala come le importazioni abbiano registrato un incremento tendenziale del 9,0%. Al netto della componente energetica (-15,7%), la crescita degli acquisti dai paesi extra Ue è più ampia (+20,5%) e diffusa a tutti i comparti. Inoltre, nell’ultimo trimestre, la dinamica congiunturale dell’export verso i paesi extra Ue si conferma positiva (+2,9%) e risulta più ampia (+4,2%) al netto della forte flessione dell’energia (-18,9%). Tra i prodotti non energetici, la crescita delle vendite di beni strumentali è la più marcata (+7,5%).

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