Dal Gambero Rosso Guida di Roma nell'anno di Expo

Beck è il re incontrastato ma giovani talenti crescono

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AdnKronos
Roma, 10 lug. (Labitalia) - Una città 'sfaccettata' che ha allargato moltissimo l’offerta in tema di locali 'aperti', dinamici e veloci (tantissime le alternative in fatto di street food e pause gourmet), ma non ha certo trascurato un’intelligente proposta creativa e la difesa dei sapori della tradizione. E' questa la Roma che il Gambero Rosso ha voluto fotografare nella nuova edizione della guida gastronomiche dedicata alla Capitale, nell'anno dell'Expo.Nell’Olimpo delle Tre Forchette, 'La Pergola' dell’Hotel Rome Cavalieri seguita da 'La Trota di Rivodutri' (Ri) e l’'Enoteca La Torre' a Villa Laetitia. A un passo dal vertice, con 88/100, si confermano 'Aminta' di Genazzano (Rm) e 'The Cesar' dell’Hotel La Posta Vecchia a Ladispoli (Rm); seguono, a 87/100, 'Oliver Glowig' all’Aldrovandi Villa Borghese che conquista anche il premio per il miglior servizio di sala in albergo, 'Metamorfosi' di Roy Caceres e 'La Parolina' di Acquapendente (Vt). Miglior servizio di sala va invece a 'Glass Hostaria'. Due i nuovi premi speciali: il primo riservato alla novità dell’anno, al debutto più interessante che è stato assegnato al Giuda Ballerino dell’Hotel Bernini Bristol di Andrea Fusco. Ma, soprattutto, la Guida del Gambero Rosso vuole capire cosa è successo nella Capitale dell’anno dell’Expo. "Nessuna apertura eclatante, niente investimenti importanti per locali megagalattici - sottolinea in una nota - come è avvenuto nel capoluogo lombardo, eppure qualcosa si è mosso. Un sottile ma continuo movimento sotterraneo ha attraversato e continua ad attraversare la città. Piccole cose, forse, rapportate alla macchina da guerra messa in campo da Milano, ma significative a livello locale. Come, ad esempio, l’estensione di un’offerta gastronomica di qualità, a prezzi abbordabili nei quartieri periferici". Ma non basta. Roma (il discorso si estende anche al resto della regione) si sta rivelando, infatti, una palestra assai interessante per giovani cuochi decisi a dire la loro nel panorama laziale ma non solo. "Basti pensare - ricorda - a Marco Martini di Stazione di Posta, Davide Del Duca dell’Osteria Fernanda, Daniele Usai del Tino di Ostia (Rm), Simone Nardoni di Essenza di Pontinia (Lt), Max Cotilli del Satricvm di Latina: tutti giovani che segnano notevoli passi avanti dallo scorso anno"."Tutto senza dimenticare che Roma e il Lazio mettono sul piatto alcuni degli esempi più alti di tavole d’albergo, prima fra tutti la Pergola dell’Hotel Rome Cavalieri, oggi uno dei modelli più importanti di ristorazione internazionale grazie al genio culinario di Heinz Beck", conclude.

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