Energia: Edison avvia dibattito su cambiamenti climatici in vista Cop 21

economia
AdnKronos
Milano, 10 lug. - (AdnKronos) - Nel breve-medio termine il ruolo dell’idroelettrico è fondamentale nel mix di generazione rinnovabile per raggiungere gli obiettivi europei vincolanti al 2020 e per avviare il percorso verso quelli del 2030 che prevedono una riduzione del 40% delle emissioni di Co2 e un incremento delle fonti rinnovabili del 27% al livello europeo. Di questo e altro si è parlato in mattinata, a Milano, a Palzzo Edison nel corso di 'La risorsa idrica e i cambiamenti climatici – impatti diretti e indiretti e le misure di adattamento', il primo di un ciclo di tre seminari preparatori alla Cop21, la Conferenza delle Parti sui cambiamenti climatici che si terrà dal 30 novembre all’11 dicembre a Parigi, con l’obiettivo di siglare un nuovo accordo, in sostituzione di quello di Kyoto del ‘97, sulle misure da adottare per ridurre le emissioni di Co2 in atmosfera e contenere l’aumento della temperatura terrestre entro i due 2° gradi. In quest’ottica saranno significative le misure che i paesi metteranno in campo per adattare i sistemi energetici nazionali e le infrastrutture idriche alle mutazioni climatiche. In Europa sono circa 90 i miliardi di metri cubi di acqua destinati alla produzione di energia elettrica (circa il 37% del totale disponibile), mentre i settori agricolo e industriale impiegano rispettivamente 74 e 31 miliardi di metri cubi. La restante parte è sfruttata per impieghi urbani (19%). In Italia vengono impiegati circa 7 miliardi di metri cubi di acqua per la produzione di energia elettrica, che rappresenta il 13% del totale utilizzabile, mentre il settore industriale e quello urbano esprimono un fabbisogno equivalente che si attesta intorno al 18% dell’acqua utilizzabile. Il settore agricolo, invece, è quello che assorbe una maggiore quantità della risorsa idrica con il 46% della disponibilità.

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