Foibe: Donazzan scrive a Mattarella, il 10 febbraio avrei voluto fosse a Basovizza

cronaca
AdnKronos
Venezia, 8 feb. (AdnKronos) - "Sommessamente, Presidente, credo che nella vita ci siano sempre delle priorità da rispettare, un credo a cui attenersi, un'identità e dei valori da non disperdere, una storia da ricordare. Avrei quindi preferito che Lei fosse a Trieste il 10 febbraio, a rappresentare tuti gli italiani davanti al monumento di Basovizza". È quanto esprime l'assessore all'Istruzione della Regione del Veneto, Elena Donazzan, in una lettera inviata al Capo dello Stato, Sergio Mattarella, che ha annunciato di non essere presente venerdì 10 febbraio alla celebrazione a Trieste, presso la Foiba di Basovizza, in occasione del Giorno del Ricordo."Venerdì si celebrerà il Giorno del Ricordo – scrive Donazzan - solennità civile nazionale italiana istituita con la legge n.92/2004 per conservare e rinnovare "la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale".“Il 10 febbraio del 1947, infatti, con la firma del Trattato di Parigi, l'Italia dovette cedere alla Jugoslavia parte del proprio territorio nazionale decretando così l'inizio dell'ultimo e definitivo esodo di 350mila nostri connazionali dall'Istria, Fiume e Dalmazia. Ma già dal 1943 l'esercito slavo-comunista, comandato dal Maresciallo Tito, aveva iniziato a compiere un vero e proprio genocidio nei confronti dei nostri fratelli, massacrati e gettati nelle foibe, allo scopo di eliminare ogni riferimento all'italianità di quelle terre. Genocidio che proseguì drammaticamente anche alla conclusione della Seconda Guerra mondiale e che provocò migliaia di vittime innocenti".

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