Alitalia: il precedente, la breve stagione dei dipendenti-azionisti/Adnkronos (2)

economia
AdnKronos
(AdnKronos) - Ma, in Alitalia, l'idea dell'azionariato ai dipendenti si rafforzò quando si trattò di sciogliere il nodo dell'esigibilità del cosiddetto "contratto segreto" che l'ad Schisano firmò con i piloti nell'estate del '95, poi disconosciuto dall'azienda e dall'azionista Iri. Un parere 'pro veritate' stabilì, però, che gli aumenti retributivi previsti da quell'intesa erano dovuti ai piloti. Ma viste le ristrettezze del periodo, uno strumento per uscire dall'impasse poteva essere proprio quello di assegnare azioni della compagnia. Ma un progetto del genere non poteva reggere con i soli piloti contro i quali, nella guerra interna che si era scatenata, si erano scagliati tutti gli altri lavoratori. L'obiettivo, dunque, dell'Anpac divenne quello di ricucire il rapporto con le altre categorie e con gli altri sindacati. In particolare, è la Cisl a mostrarsi più sensibile al modello di azionariato dei dipendenti mentre la Cgil preferiva, piuttosto, parlare di codeterminazione nei processi produttivi. Ma alla fine con il 'grande accordo' del '96, l'azionariato ai dipendenti decolla. Azienda e sindacati concordarono un contenimento del costo del lavoro, attraverso l' aumento della produttività e la riduzione delle retribuzioni, in cambio di una significativa quota del capitale della società, da assegnare ai dipendenti in forma collettiva. Ai dipendenti venne assegnato il 20,5 per cento delle azioni Alitalia e, in virtù di un patto parasociale, poterono esprimere tre membri nel consiglio di amministrazione e uno tra i revisori dei conti.

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