Mafia: testimone di giustizia, boss più forti dopo carcere, stop a ping pong giustizia

cronaca
AdnKronos
Palermo, 22 mag. (AdnKronos) - "I mafiosi devono essere buttati fuori a vita dalle terre dove hanno commesso crimini efferati. Dal carcere escono più forti, noi vittime invece dobbiamo avere sempre paura. Loro non si ravvedono, non cambiano. Sono passati 25 anni ma purtroppo non è cambiato niente". A dirlo è la testimone di giustizia Valeria Grasso per la quale l'omicidio di oggi del boss Giuseppe Dainotti, condannato all'ergastolo ma scarcerato nel 2014 e ucciso stamani a colpi di pistola in strada a Palermo "non è casuale che avvenga il giorno prima del venticinquesimo anniversario della strage di Capaci. Quello di oggi è un segnale fortissimo"."Lo Stato deve combattere la mafia con delle azioni forti che proteggano gli imprenditori sani - sottolinea - e con estrema durezza e senza pietà fermare per sempre i mafiosi perché loro non si ravvedono, non cambiano. È da irresponsabili lasciare liberi dei boss nel territorio dove hanno distrutto la vita a tanta gente. È inutile che parlare di legalità in queste condizioni. Sono stanca di assistere al ping pong della giustizia che da una parte ci dice di combattere l'illegalità e dall'altra siamo costretti a vedere che dopo pochi anni di pena chi abbiamo denunciato ritorna a vivere dove ha distrutto la vita della gente, non è normale. A pochi metri dalla mia azienda - conclude l'imprenditrice sotto scorta - ha aperto un bar i cui gestori sono le stesse persone che ho fatto arrestare. Giovanni Falcone e Paolo Borsellino vanno ricordati con azioni e non con immagini strazianti".

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