Salute: il report, caffè riduce del 25% rischio sviluppo diabete tipo 2

I risultati della ricerca Isic presentata all'Easd 2018 di Berlino

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AdnKronos
Roma, 14 nov. (AdnKronos Salute) - Il caffè ridurrebbe del 25% il rischio di sviluppare diabete di tipo 2. È quanto sostengono gli esperti dell'Institute for Scientific Information on Coffee (Isic), che nel corso dell'Annual Meeting della European Association for the Study of Diabetes (Easd) 2018 di Berlino hanno organizzato un evento satellite sul tema "Caffè e diabete di tipo 2: una revisione delle ultime ricerche". Durante il simposio, Mattias Carlström del dipartimento di Fisiologia e Farmacologia, Karolinska Institutet (Svezia) ha riesaminato le ultime ricerche scientifiche compresa la metanalisi "Consumo di caffè e riduzione del rischio di sviluppare il diabete di tipo 2" che hanno riguardato 30 studi prospettici, su un totale di più di un milione di partecipanti. Kjeld Hermansen del dipartimento di Endocrinologia e Medicina interna, Aarhus University Hospital (Danimarca) ha esplorato i possibili meccanismi alla base dell'associazione inversa fra consumo di caffè e diabete di tipo 2, presentando i punti salienti delle ricerche svolte in quest'area. Le evidenze suggeriscono che possono essere coinvolti vari fattori, inclusi un effetto antiossidante, un effetto antinfiammatorio, effetti termogenici o la modulazione della diversità del microbioma. Nella presentazione Hermansen ha anche analizzato la sua stessa ricerca sui composti del caffè, come l'acido caffeico e il cafestolo.Dai principali risultati della ricerca evidenziati durante la tavola rotonda è emerso che bere dalle 3 alle 4 tazze di caffè al giorno è associato a una riduzione del rischio di sviluppare il diabete di tipo 2 approssimativamente del 25%. L'associazione inversa fra il consumo di caffè e il diabete di tipo 2 è stata dimostrata sia negli uomini che nelle donne e le metanalisi hanno suggerito che sia il caffè normale che quello decaffeinato sono associati a una riduzione del rischio di diabete di tipo 2. Nel caffè - concludono gli esperti - è inoltre presente un numero di composti che potrebbero essere clinicamente rilevanti quali: la caffeina, gli acidi idrossicinnamici in particolare l'acido clorogenico, la trigonellina, i diterpeni come il cafestolo e il kahweol e l'acido caffeico.

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