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Migranti: direttore Cara Mineo, 'creato zombie, impossibile rimpatrio 600mila persone'

cronaca
AdnKronos
Palermo, 7 feb. (AdnKronos) - (di Rossana Lo Castro) "Il problema dell'Italia non è l'immigrazione. Il problema è aver permesso che 600mila cittadini stranieri, a cui è stato negato lo status di rifugiato, restassero sul nostro territorio. Rimpatriarli? E' impossibile, non abbiamo la forza economica per farlo. Bisogna trovare il modo di integrarli perché diventino un 'esercito' di regolari". A dirlo all'Adnkronos è Francesco Magnano, direttore del Cara di Mineo, nel giorno in cui i primi 50 ospiti della struttura, tutti uomini e senza figli, lasciano l'ex residente degli aranci. Ecco perché la stretta decisa dal governo gialloverde è "corretta". "Prima di Salvini, era stato Minniti a cercare di ridurre i flussi migratori ed è stato considerato un radicale in questa sua posizione", ricorda. Né per Magnano si può pensare di "aprire le porte a tutti" perché, a esempio, "la Nigeria, che è il primo Paese presente da noi ha oggi 181 milioni di abitanti, nel 2030 ne avrà 250 milioni. Possiamo pensare di accogliere tutti?". La soluzione, allora, per il direttore del Cara passa da un duplice intervento. "Da un lato sanare la situazione attuale dei 600mila diniegati (coloro a cui è stato negato lo status di rifugiato, ndr) e dall'altro limitare enormemente i flussi migratori in entrata. Altrimenti continueremo a produrre 'zombie', carne da macello". Il successo elettorale della Lega del ministro dell'Interno Matteo Salvini, per il direttore del Cara di Mineo, passa proprio dall'incapacità del centrosinistra di ascoltare le "preoccupazioni" degli italiani. "La sinistra - dice - si è trovata estremamente scollata rispetto all'opinione pubblica nazionale, una larghissima fascia della popolazione è rimasta inascoltata"."I governi che si sono succeduti nel passato non hanno fatto altro che permettere un ingresso che non era finalizzato all'integrazione e all'inclusione sociale - aggiunge Magnano -. Siamo stati bravissimi nella prima accoglienza e da questo punto di vista l'Italia si è dimostrata un Paese straordinario. Poi, però, non si è riusciti a governare i processi di inclusione sociale. Il risultato? Abbiamo creato delle bidonville sparse sul territorio nazionale da Taurianova a Rosarno, dalla Campania alla Sicilia, che tutti facciamo finta di non vedere".

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