Migranti: al via sgombero Cara Mineo, direttore 'nessuna deportazione' (2)

cronaca
AdnKronos
(AdnKronos) - Con i migranti a dover dire addio alla struttura e, di conseguenza, a un lavoro, saranno anche i dipendenti. Circa 200 persone. "Si ritroveranno disoccupati, è naturale che tra di loro ci sia una forte preoccupazione". Altri 170 avevano ricevuto la lettera di licenziamento con la precedente gestione. Nell'ex 'residence degli Aranci', un tempo riservato ai militari americani di stanza nella base di Sigonella e ai loro familiari, la nuova gestione è arrivata a ottobre. "Oggi assistiamo a una lenta agonia, ecco perché dico che è meglio l'eutanasia: chiudere il Cara, che oggi è una fabbrica di problemi" aveva detto qualche giorno fa all'Adnkronos il sindaco di Mineo, Giuseppe Mistretta, puntando il dito sui disservizi e le criticità nella gestione. Accuse che il direttore del Cara respinge al mittente. "Se il capitolato d'appalto non prevede certi servizi tu non sei tenuto a renderli" taglia corto, salvo poi aggiungere: "Se il ministro Salvini conoscesse i servizi resi qui diventerebbe pazzo: area sociale, psicologica, medica, legale, insegnamento della lingua, terapia occupazionale. Magari li avessero i senza tetto che vivono nelle nostre città". Insomma per Magnano negli anni il Cara di Mineo ha fornito "servizi strabilianti". Di più. Nella prima accoglienza è stato "un'eccellenza", un esempio virtuoso. "E' stato fatto un ottimo lavoro e l'Italia dovrebbe smetterla di essere un Paese schizofrenico. Dove un giorno ci si lamenta perché spendiamo troppo per i migranti e il giorno successivo perché i servizi resi non sono all'altezza di un Paese civile. Dobbiamo fare pace con noi stessi".

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