Formazione: Forma e Ciofs-Fp, sistema duale strada giusta per occupazione

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AdnKronos
Roma, 8 feb. (Labitalia) - Il 'sistema duale', modello formativo integrato tra scuola e lavoro, è concepito per favorire l’occupazione perché progettato, nella modalità, teorica e pratica, e nella scelta dei corsi, sulle base delle competenze che il mondo produttivo ricerca. In Italia la gestazione di questo filone formativo è stata lunga, ma da due anni, 2016/17 e 2017/18, è stato messo a regime e finanziato dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in accordo con le Regioni. Una svolta importante e attesa dal mondo della formazione professionale, che per sua natura è vocato ai mestieri. E' il bilancio tracciato da Forma (Associazione nazionale enti di formazione professionale) che, insieme a Confap (Confederazione nazionale formazione aggiornamento professionale), ha commissionato a Noviter una ricerca per fare il punto su questi due anni. L’indagine è stata presentata ieri pomeriggio, a Roma, nella Sala della Lupa presso la Camera dei deputati, in un incontro con i rappresentati del privato sociale di matrice cattolica che gestiscono centri ed esperienze legate alla formazione professionale in tutto il paese e coinvolti nelle fasi della ricerca.La presidente del Ciofs-Fp (Centro Opere Femminili Salesiani per la formazione professionale), Manuela Robazza, ha commentato così i risultati: “L’aspetto chiave che ci soddisfa è aver dimostrato che una corretta formazione e un coinvolgimento attivo delle imprese si trasforma in occupazione. I nostri numeri sono ancora piccoli e in certe regioni fatichiamo, ma centinaia di nuovi occupati contrattualizzati significano che questa è la strada giusta".Infatti, i risultati illustrati da Eugenio Gotti, di Noviter, sono chiari: il primo monitoraggio sull’anno formativo 2016-2017 aveva evidenziato alcune difficoltà e timori soprattutto connessi al lavoro in team tra formatori, imprese, allievi e famiglie; aspetto del tutto superato alla luce dei risultati positivi e del grande sforzo organizzativo dei Centri di formazione professionale. La seconda edizione del rapporto 'La nostra via duale' sull’anno appena concluso ha anche coinvolto più centri (+21), più regioni (+2) e più allievi. Hanno risposto ai quesiti 6.974 ragazzi rispetto ai 3.931 dell’anno precedente. Un segnale di coinvolgimento e consapevolezza, sul valore di esprimersi a proposito di scelte che indirizzeranno il loro futuro. Aumentano i percorsi offerti, aumentano gli iscritti e aumentano le regioni attive nel promuovere la filiera professionalizzante, anche se il Centro-Nord si dimostra più attivo.Paola Vacchina, presidente di Forma, ha ribadito il successo sottolineando che restano ancora aspetti da migliorare: "E' ancora preponderante la modalità formativa dell’alternanza rinforzata rispetto all’apprendistato e all’impresa formativa simulata. Anche se è evidente che la maggiore collaborazione con le imprese è un segnale incoraggiante, le attività produttive contattate dei Cfp sono state 6.385, il 97% in più dell’anno precedente e l’81% di queste ha accettato di esser coinvolto. Va reso strutturale il rapporto con le imprese, ma anche noi siamo sfidati a cambiare mentalità. Ma insieme alle istituzioni vanno riviste le liste professioni, e a questo per fortuna si sta lavorando. Poi, ci vuole impegno istituzionale costante e pluriennale".

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