Industria: Genovesi (Fillea), 'quanti ritardi da governo, serve patto tra produttori'

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AdnKronos
Roma, 8 feb. (Labitalia) - "I dati sulla produzione industriale, a partire da quelli relativi al settore del legno, ci dicono di quanti ritardi e quante cose non fatte sia responsabile questo Governo. Con questa legge finanziaria non si aggrediscono i costi logistici legati a un sistema infrastrutturale mal messo che trasporta ancora il 90% delle merci su gomma e che taglia fuori dall’alta capacità tutto il Sud. Non si riaprono i cantieri e, anzi, si bloccano quelli avviati dalle grandi opere alla messa in sicurezza delle città, che solo una visione strumentale e vecchia mette in alternativa". Così, con Adnkronos/Labitalia, il segretario generale della Fillea Cgil, Alessandro Genovesi. Per Genovesi, "non si aggrediscono i costi energetici che, in Italia, sono tra i più alti dei paesi Ocse". "La pubblica amministrazione - dice - avrebbe bisogno di una iniezione massiccia di nuove competenze e personale per essere al servizio di una vera sburocratizzazione. Non si rilancia un sistema formativo, professionale, tecnico e universitario in grado di rispondere alla domanda di innovazione che le nuove tecnologie necessitano". "Insomma, si rimane -spiega il leader del sindacato delle costruzioni- in una permanente campagna elettorale che non affronta con scelte chiare il tema della produttività di sistema, della qualità, della ricerca. A una nuova congiuntura economica negativa a livello internazionale, l’Italia si sta riproponendo come il sistema produttivo più fragile ed esposto, con il rischio non solo di perdere ulteriore occupazione ma di continuare in una politica di bassi salari e precarietà come unica linea di resistenza per le nostre aziende". "Per queste ragioni -continua Genovesi- occorre mobilitarsi come lavoratori domani, 9 febbraio, andando tutti a Roma e, per quanto ci riguarda come settore delle costruzioni, del legno, dei lapidei, del cemento e dei laterizi, il 15 marzo. Per questo, occorre rilanciare un nuovo 'patto tra produttori', con tutte le rappresentanze datoriali, il mondo dei saperi, le forze intellettuali, i tanti amministratori locali, affinché, anche con strumenti nuovi, si possa continuare ad essere motore di sviluppo e di creazione di occupazione, senza ambiguità e senza tatticismi, dalla Tav agli incentivi per la formazione, alle politiche energetiche".

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