"Sul lastrico per il gioco, mi sono fatto rompere le ossa per soldi"

cronaca
AdnKronos
Palermo, 15 apr. (AdnKronos) - (di Elvira Terranova) - "Da moltissimi anni ho il vizio del gioco, ho sempre speso quanto guadagnato alle Slot Machine e per tale ragione mia moglie mi ha lasciato. Sono stato anche presso un centro per circa 18 mesi al fine di disintossicarmi da tale vizio. Ma nonostante tutto ho perso sia il lavoro che la mia famiglia e sono stato costretto ad andare a vivere presso il centro di prima accoglienza del Buccheri La Ferla al fine di avere un luogo dove dormire e mangiare". Inizia così il racconto fatto ai magistrati da una delle vittime della banda 'spaccaossa' scoperta dagli inquirenti a Palermo che ha portato al fermo di 42 persone, tra cui un medico e un avvocato. "Qualche tempo fa ho conosciuto un tale che si chiama Salvatore La Piana, noto come Totò, frequentavamo entrambi la stazione Centrale di Palermo e un giorno dell’anno scorso - continua il racconto della vittima - Totò mi ha proposto di farmi fratturare le ossa al fine di inscenare un finto incidente stradale". "Ricordo che Totò mi assicurava che questo era un modo facile per guadagnare soldi e io in considerazione della mia precaria condizione economica accettai tale proposta - prosegue la vittima - Lo stesso giorno Totò mi disse che potevamo fare il “lavoro”, come lo chiamava lui, e insieme ad un ragazzo che non avevo mai visto prima, mi ha accompagnato in un chioschetto ubicato in questa via Messina Marine dove mi presentò un altro uomo sempre a nome Totò. Quest’ultimo mi disse che dovevamo aspettare altri soggetti prima di portarmi in un luogo dove mi avrebbero procurato le fratture. Ho avuto la sensazione che questi era colui che gestiva il tutto. Preciso che Totò La Piana quando mi propose di farmi fratturare come vi dicevo mi disse che se avessi accettato avrei guadagnato subito 1.000 euro e successivamente il 30% della somma totale che sarebbe stata liquidata dall’assicurazione". "Sul posto sono arrivate almeno altre tre persone con cui ci siamo recati in un appartamento ubicato in una traversa che si trova poco prima del bingo di via Messina Marine, una casa vecchia a piano terra dove viveva una famiglia - dice - Entrati all’interno della casa ricordo che con me c’erano, oltre a Totò La Piana, almeno altre tre o quattro persone. Mi hanno fatto sdraiare per terra appoggiandomi alcune bottiglie piene di ghiaccio prima sul braccio destro e successivamente sulla mia gamba destra, poi mi hanno fatto appoggiare il braccio destro tra due mattoni ed un uomo mi ha dato un pugno violentissimo sull’avambraccio, poco sopra il polso. Io ricordo solo di avere provato subito un fortissimo dolore e subito dopo la stessa operazione è stata fatta per fratturami la gamba".

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