Mafia: depistaggio Borsellino, poliziotta 'Scarantino insofferente a vigilanza'

cronaca
AdnKronos
Palermo, 15 apr. (AdnKronos) - "Il collaboratore di giustizia Vincenzo Scarantino mal tollerava la vigilanza della Polizia, perché era geloso della moglie. Sentiva la vigilanza opprimente. Era insofferente alla vigilanza". Lo ha detto Francesca Peppicelli, l'ex vicedirigente della Squadra mobile di Imperia deponendo al processo per il presunto depistaggio delle indagini sulla strage di via D'Amelio. Fu la poliziotta a occuparsi in prima persona di trovare l'alloggio per la famiglia di Scarantino a San Bartolomeo a Mare. Alla sbarra ci sono tre poliziotti: Mario Bo, Michele Ribaudo e Fabrizio Mattei, imputati per calunnia aggravata in concorso. Prima della poliziotta hanno deposto al processo, chiamati dall'accusa.Gli agenti di polizia Maurizio Toso, Carmelo Garofalo, Giulio Cardona e Giuseppe De Stefano, hanno ribadito al Tribunale, che il pentito Vincenzo Scarantino venne trattato come un "normale collaboratore di giustizia". Ma hanno tutti specificato che in quel periodo, quando il pentito si trovava in una località protetta, a San Bartolomeo a Mare, in provincia di Imperia, non hanno avuto rapporti diretti con il collaboratore. L'udienza prosegue con la deposizione di un altro poliziotto, Salvatore Coltraro, superiore di Francesca Peppicelli, all'epoca dei fatti.

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