Sanità: maxi-cisti nella milza in gravidanza, mamma e bimba stanno bene

I medici di Torino, 'secondo parto spontaneo al mondo con esito favorevole per mamma e bimbo'

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AdnKronos
Roma, 16 mag. (AdnKronos Salute) - Partorisce con successo a Torino una giovane donna con una cisti nella milza di ben 18 cm. Una staffetta medica multidisciplinare degli ospedali Sant'Anna e Molinette della Città della Salute di Torino ha permesso di salvare la giovane mamma e la sua neonata. Il parto é avvenuto con successo la notte scorsa, spiegano i medici. "In letteratura mondiale questo è il secondo caso di questo tipo di parto spontaneo a termine di gravidanza con esito favorevole per la madre e per il feto". Nel primo caso la cisti era di 13 cm. Le cisti spleniche in gravidanza sono estremamente rare (8 casi descritti finora dalla letteratura scientifica mondiale), con un rischio di elevata mortalità feto-neonatale e materna in caso di rottura della cisti stessa. A svelare il problema, l'ecografia ostetrica alla 32.esima settimana di gravidanza: l'esame aveva mostrato una voluminosa formazione cistica asintomatica situata nella milza, che spostava addirittura il rene e l'utero. Subito dopo la donna, di 22 anni della provincia di Torino, primipara, era stata ricoverata nella Ginecologia e ostetricia 2 universitaria dell'ospedale Sant'Anna diretta da Guido Menato, e da lì - per approfondire e meglio definire la natura della formazione - era stata trasferita nella Chirurgia generale d’urgenza 3 dell'ospedale Molinette (diretta da Paolo De Paolis). Durante questo ricovero è stata eseguita una Rmn ed è arrivata la diagnosi di cisti splenica del diametro di 18 cm. "I rischi più grandi erano proprio la rottura o l'infezione della cisti stessa, con la conseguente necessità di un parto pretermine d'urgenza alle Molinette. Un ospedale - si legge in una nota - sicuramente non avvezzo ai parti. Per questo motivo era stato attivato un team multidisciplinare tra i due ospedali (ostetriche, ginecologi, neonatologi, chirurghi generali ed anestesisti) che fosse pronto h24 per gestire questa eventualità". Terminati gli accertamenti e capita la natura della formazione, la paziente è stata nuovamente trasferita e ricoverata in Ginecologia per monitorare le condizioni fetali e materne e stabilire l'iter terapeutico. Si trattava infatti di decidere il tipo di parto (spontaneo o taglio cesareo), il momento (prima del termine o a termine) e l’eventuale contestuale asportazione chirurgica della milza. Finora un solo caso in letteratura mondiale, descritto nel 2016, aveva previsto un parto spontaneo a termine di gravidanza con esito favorevole per la madre e per il feto, ribadiscono i sanitari.Dopo una serie di riunioni congiunte con tutta l’équipe medica multidisciplinare (ostetriche, ginecologi, neonatologi, chirurghi generali ed anestesisti) è stato deciso - visto il rischio di rottura spontanea della cisti e l’elevato rischio ostetrico in caso di taglio cesareo - per il parto spontaneo. Questa decisione ha comportato un imponente lavoro di organizzazione che ha coinvolto le ostetriche del reparto, le ostetriche della sala parto, le ostetriche della sala cesarei, i ginecologi, gli anestesisti, i neonatologi ed i chirurghi generali dell’ospedale Molinette. Per ridurre al minimo le gravi conseguenze legate ad una rottura della milza, si è deciso così di allestire una sala travaglio all'interno della sala operatoria, "per minimizzare i tempi di un eventuale intervento di chirurgia d’emergenza". A 38 settimane il parto è avvenuto con successo in modo spontaneo: dopo 6 ore di travaglio è nata una bimba di 2990 gr in "ottime condizioni, che attualmente è ricoverata nella Neonatologia universitaria", concludono i sanitari. In un secondo momento, fanno sapere dall'ospedale, si deciderà come intervenire sulla cisti.

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