Ponte Morandi: Architetti, con crollo fine fiducia smisurata in progresso tecnologico

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AdnKronos
Genova, 12 ago. (Labitalia) - “Il crollo del Ponte Morandi non è stata solo una grande tragedia per Genova e per l’Italia ma ha anche rappresentato uno spartiacque tra l’epoca della fiducia smisurata nel progresso tecnologico e l’epoca della consapevolezza che i problemi delle città, dei trasporti, della pianificazione, dell’architettura vanno affrontati e risolti ponendo sempre l’uomo al centro del processo. Dobbiamo essere consapevoli che è fondamentale occuparci di tutte le costruzioni che abbiamo ricevuto in eredità, antiche, vecchie, recenti ripensando le città esistenti e tutti gli elementi che le costituiscono”. Così Giuseppe Cappochin, presidente del Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, alla vigilia del primo anniversario del crollo del Ponte Morandi. “Il nostro commosso pensiero - continua - va innanzitutto alle 43 vittime, alle loro famiglie e ai tanti feriti che ancora oggi patiscono le conseguenze di quel crollo e va anche alle tante persone che hanno dovuto abbandonare le loro case. Siamo rammaricati che, nonostante gli altisonanti impegni di un anno fa sull’avvio, in tutto il Paese, di efficaci iniziative di controllo e manutenzione delle infrastrutture pressoché nulla, purtroppo, sia stato fatto da parte del governo e delle Regioni”. “La complessa ricostruzione del Ponte - avverte Cappochin - e l’altrettanto impegnativa opera di riqualificazione della Valle del Polcevera saranno, invece, l’occasione per riconnettere quel quartiere con la città e la rete viaria autostradale. Saranno anche la dimostrazione di come si potrà avviare l’indifferibile nuova stagione della rigenerazione urbana per accrescere la resilienza urbana e territoriale, tutelare l’ambiente e il paesaggio, favorire la coesione sociale e migliorare la qualità abitativa e dei trasporti. Siamo orgogliosi - dice ancora - che il nostro lavoro di stimolo verso l’amministrazione affinché si utilizzasse un concorso di progettazione in due gradi per la rigenerazione della Val Polcevera abbia avuto successo: il concorso è infatti l’unico strumento in grado di garantire qualità delle opere pubbliche, trasparenza e tempi certi”. “E’ infatti al giro di boa - spiega Diego Zoppi, coordinatore del dipartimento Politiche urbane e Territoriali del Consiglio nazionale - il concorso 'Parco del Ponte', per il Masterplan di Rigenerazione del 'Quadrante Val Polcevera' e del Nuovo Parco Urbano che il Comune Genova ha bandito lo scorso maggio in collaborazione con lo stesso Consiglio nazionale e con l’Ordine degli architetti di Genova. Il 15 settembre prossimo - dice ancora - la giuria sceglierà il progetto vincitore che dovrà elaborare gli stadi successivi di progettazione per permettere all’amministrazione di appaltare i lavori del Parco entro il 20 aprile 2020, data prevista per l’inaugurazione del nuovo Ponte, in modo che le aree a questo sottostante inizieranno ad essere sistemate, rendendo appetibile l’insediamento anche alle start up nel quartiere”. “Il Progetto vincitore - conclude Zoppi - verrà anche verificato e approvato in tempi brevi attraverso un percorso di condivisione con i rappresentanti degli abitanti del quartiere, dell’industria della città, delle istituzioni culturali e sociali per innescare un processo di rigenerazione urbana condiviso in maniera allargata, rispetto alla tradizionale sistema di approvazione dei progetti”. E sarà proprio l’architetto Zoppi il prossimo 25 ottobre - nell’ambito della Conferenza internazionale sui concorsi di progettazione organizzata dagli organismi internazionali degli architetti, Uia e Cae - a illustrare a Parigi, al quartier generale dell’Unesco, il concorso 'Il Parco del Ponte' quale best practise considerati i tempi rapidi per la sua attuazione, la partecipazione aperta e la garanzia di un adeguato rimborso a tutti gli ammessi al secondo grado e al vincitore delle altre fasi della progettazione.

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