Mafia: amico Piersanti Mattarella, 'era sereno prima di omicidio, fratello Sergio suo confidente' (3)

cronaca
AdnKronos
(Adnkronos) - Antonio Todaro e Piersanti Mattarella si conobbero tra la fine degli anni '50 e gli inizi degli anni '60. "Io mi stavo laureando e Piersanti era l'assistente di Leoluca Orlando in Diritto privato - dice - Ma i rapporti si intensificarono dieci anni dopo, quando lui iniziò il suo impegno in politica". E così nacque, su iniziativa di Piersanti Mattarella, il 'Gruppo Politica', "che non era una scuola di politica", dice. Era, piuttosto, una iniziativa di formazione all’impegno socio-politico. "Nel mondo cattolico di quegli anni, soprattutto dopo la stagione del Concilio Vaticano si avvertirono molte inquietudini - dice - molte tensioni. Proprio in quel periodo Piersanti pensò di riunire alcuni suoi amici e conoscenti per dare avvio a una sorta di programma che coinvolgesse i ragazzi, che coinvolgesse anche le persone della strada per trovare soluzioni che potessero essere condivise e potessero suscitare. Per preparare una classe dirigente. Voleva coinvolgere i ragazzi delle più varie estrazioni". I giovani discutevano di riforme, di programmazione economica. "Discutevamo con questi amici della società civile di queste riforme da fare - dice - e queste conversazioni si svolgevano la sera in via Libertà. Cominciavano dopo cena e finivano molto tardi". E fu proprio Piersanti Mattarella e volere Antonio Todaro alla guida del 'Gruppo Politica'. Vennero così organizzati convegni aperti al pubblico. "Si preparavamo degli schemi di interesse - dice - si invitavano dei relatori importanti, non solo del mondo cattolico ma anche laico. E dopo la relazione si apriva un dibattito con il pubblico. E dopo c'era una sorta di sintesi nella quale Piersanti si poneva come interlocutore e chiarificatore tra il pubblico e i relatori". Erano "punti di incontro aperti alle varie culture, non erano scuole di partito" in questo senso anticipando "quel che fu fatto dopo, ad esempio con la scuola di padre Arrupe". Tra i temi affrontati c'erano, ad esempio, 'Il valore del fare politica', 'I diritti civili, di espressione, di culto', 'La differenza tra lo Stato democratico e lo Stato totalitario', 'I rapporti tra cristianesimo e marxismo', in pieno clima di compromesso storico. Oppure ' I raporti tra società ed economia', 'Il sindacato e partiti politici', oppure sul Mezzogiorno e la Riforma agraria in Sicilia. Se oggi Piersanti Mattarella fosse vivo "farebbe propria l'esortazione che di recente ha fatto suo fratello (il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ndr) - dice Todaro - parlo del richiamo intanto al senso di solidarietà - dice ancora Antonio Todaro - La valorizzazione dell'agire per rimuovere le ingiustizie, sapendo di affrontare dei costi, ma sono certo che Piersanti le affronterebbe. Vorrebbe costruire un mondo migliore. Era convinto che con l'impegno delle persone più generose si potesse costruire insieme un mondo migliore. E che era una cosa fattibile". Scriveva Piersanti Mattarella “ Il cammino della società impone che la democrazia si difenda con l’esercizio concreto della democrazia stessa, alla quale tutti devono avvertire il dovere di partecipare con continuità e con passione”. Poi, Antonio Todaro si ferma un attimo e ripete, quasi sussurrando: "Oggi Piersanti ci manca, manca a tutta Italia...".

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