Coronavirus: Gnudi, 'nuova Iri funziona solo se imprese presto sul mercato'

economia
AdnKronos
Milano, 9 apr. (Adnkronos) (di Vittoria Vimercati) - Una nuova ‘Iri’ può funzionare, ma solo a brevissimo termine, stabilendo dal principio una data per rimettere le aziende sul mercato. E smettendo di credere che lo Stato abbia poteri “illimitati”. E’ il suggerimento di Piero Gnudi, 81 anni, che proprio dell’Iri, l’ente pubblico con funzioni di politica industriale, fu l’ultimo presidente, dal 1999 al 2002. Storico dirigente d’aziende pubbliche e non, ex ministro del Governo Monti, in questi giorni si trova nella sua casa di Bologna, “sostanzialmente agli arresti domiciliari come tutti”, e legge con un certo interesse le ipotesi di ricreare, magari a partire da Sace, una nuova Iri che aiuti con soldi pubblici le imprese strategiche in crisi. "Purtroppo se i provvedimenti che il Governo ha preso non saranno attuati con rapidità rischiamo di infilarci nella più brutta crisi economica del dopoguerra, peggio di quella del 2008. Abbiamo già perso un trimestre", dice in un’intervista all’Adnkronos. Per i prossimi mesi, una nuova Iri non è un’idea del tutto sbagliata, "a patto che si stabilisca in modo ferreo di rimettere sul mercato al più presto le aziende", con tanto di data per l’exit strategy. Insomma, qualche nazionalizzazione dopo l’emergenza covid19 non sarebbe un azzardo. "Queste industrie, però, non devono rimanere perennemente nelle mani dello Stato. C'è questa idea che abbia poteri illimitati", sostiene Gnudi. Ma non è così. "Oggi – dice – per noi è ancora più difficile del 2011 (quando salì al potere il Governo Monti e Gnudi fece parte dell’Esecutivo come ministro del Turismo, ndr), perché non siamo più forti di allora. In questi anni non abbiamo fatto granché, abbiamo gli stessi problemi che ci trasciniamo da anni. La situazione è difficile, speriamo che i mercati restino tranquilli. E – aggiunge - se ora non fossimo nell'Euro i nostri Titoli sarebbero carta straccia".

Leggi anche