Coronavirus: Palermo, corsi on line per famiglie e bimbi quartieri Sperone e Brancaccio

cronaca
AdnKronos
Palermo, 4 mag. (Adnkronos) - Proposte a distanza attraverso video sul web, dirette Facebook e videochiamate tra esperti, genitori, nonni e bambini per apprendere insieme, dare supporto e conforto e fare comunità anche a distanza. E la nuova versione di ‘Face - Farsi Comunità Educanti’, che coinvolge oltre cento famiglie dei quartieri Sperone e Brancaccio di Palermo con l’obiettivo di ampliare i servizi educativi e di cura per la fascia 0-6. Il progetto, selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, ha come capofila Fondazione Reggio Children e a Palermo vede in partnership l’Istituto comprensivo Sperone-Pertini, le associazioni Cuore che vede e NuovaMente e l’assessorato alla Scuola del Comune di Palermo. Vista l’emergenza per la diffusione del coronavirus, i laboratori sono stati totalmente ripensati nelle modalità e ‘trasportati’ online. Così, i percorsi esperienziali previsti dall’azione pilota ‘Ben-Essere di Comunità’, già attivi ogni sabato dalla prima settimana di ottobre (massaggio infantile, incontri formativi sulla gravidanza e l’allattamento, danza in fasce, contatti con il mondo animale e la natura in fattoria didattica, cibo come atto sociale, dialoghi creta e digitale), e che hanno coinvolto fin qui più di cento famiglie, si reinventano in modalità digitale. Le famiglie iscritte al progetto sono state invitate a registrarsi su un gruppo privato di Facebook per proseguire in modalità digitale i percorsi educativi pensati per loro. Inoltre, dal 4 maggio, dal lunedì al venerdì, nello stesso gruppo Facebook, sarà attiva una Social Community, dove professionisti in ambito psico-sociale, educativo e sanitario supporteranno le famiglie del territorio, fornendo loro indicazioni e suggerimenti utili a contrastare la grave crisi sociale, educativa ed economica che stanno attraversando. Tutto in maniera assolutamente gratuita. "Siamo consapevoli che le tecnologie digitali possono integrare i percorsi di cura educativa – dice l’assessore comunale alla Scuola, Giovanna Marano - ma non potranno mai sostituire la ricchezza della relazione che si realizza nelle aule di asili e scuole dell’infanzia, così come tutte le esperienze progettuali di laboratorio che nascono attorno, come Face a contrasto delle povertà educative. Servizi educativi e scuola chiusi non sono solo edifici inibiti ma sono comunità che vengono improvvisamente a mancare al territorio. Un mondo che non si può riprodurre ‘a distanza’, ma del quale, finché ci sarà il distanziamento, possiamo provare a preservarne la ricchezza attraverso un percorso resiliente che abbia cura delle relazioni attraverso il sostegno e il supporto alle famiglie".   "Crediamo nella scuola come bene comune, come luogo di dialogo e di partecipazione, e soprattutto, come servizio al territorio – dice la dirigente Antonella Di Bartolo, coordinatrice territoriale del progetto -. Abbiamo ripensato alcune azioni del progetto Face in modalità online per stare, anche a distanza, vicini alle famiglie con bimbi 0/6, offrendo attività educative stimolanti per genitori e bimbi insieme. Inoltre, in questo momento particolarmente difficile, ci è sembrato opportuno anche ampliare i servizi a disposizione delle famiglie del nostro territorio fragile, con un utile supporto di tipo psicologico e sociale". 

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