Fase 2: Gori, 'semplificare prestiti a imprese e alleggerire fisco'

economia
AdnKronos
Milano, 6 mag. (Adnkronos) - La liquidità promessa dal governo alle imprese "fatica ad arrivare. Il basso numero di domande per i prestiti ci dice che la misura incontra la diffidenza di chi ne avrebbe bisogno: troppe complicazioni. Semplifichiamola, e alziamo la soglia dei prestiti per cui la garanzia dello Stato è totale". E' quanto chiede il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, in un'intervista al Foglio. "Mi chiedo se la politica non stia puntando troppo poco sulle capacità delle nostre imprese, e se non si sopravvaluti per contro l’efficacia di un intervento diretto dello Stato. Non credo sia l’impostazione di Gualtieri, ma questa idea dello Stato imprenditore, dello Stato che vincola il sostegno economico alle aziende alla possibilità di condizionarne le scelte a me non convince affatto. Senza imprese forti e competitive, senza capacità di accrescerne la produttività, non credo andremo lontano". Secondo Gori, "usciremo da questa crisi ancora più indebitati e con seri problemi di occupazione. Abbiamo bisogno che le nostre imprese tornino a correre e a creare lavoro e ricchezza, innanzitutto per i lavoratori. E allora, se è così, servono risorse, nell’immediato, anche a fondo perduto, ma soprattutto serve un alleggerimento del carico fiscale e una forte semplificazione del sistema normativo". Tornando a misure come Industria 4.0. “L’esplosione dell’indigenza -continua Gori- è un rischio concreto. Concreto e drammatico. E le telefonate che le nostre strutture ricevono me lo confermano ogni giorno. Ma proprio per questo, chiedo che le misure per il sostegno alla povertà vengano ideate per essere tempestive ed efficaci”. Il reddito di emergenza "ben venga, purché arrivi presto, e sia gestito da chi davvero è vicino alle difficoltà dei cittadini. E’ giusto che l’input iniziale venga dal centro, che siano definiti criteri di valenza nazionale, ma dell’erogazione sul territorio è necessario che si occupino i comuni. Sono i nostri servizi sociali che conoscono davvero le varie situazioni di disagio delle varie comunità; affidare anche questa incombenza all’Inps, già sovraccarica di responsabilità, è un errore. Non possiamo permetterci che gli aiuti arrivino tra tre mesi".

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