Migranti: Mediterranea, 'controlli tecnici non siano pretesto per fermare navi di soccorso'

cronaca
AdnKronos
Palermo, 7 mag. (Adnkronos) - "Il rigoroso rispetto dei requisiti di sicurezza e di tutela ambientale è condizione necessaria per la navigazione di ogni imbarcazione. Per noi, come per ogni Organizzazione Non Governativa che si dedichi alla ricerca e soccorso delle persone in mare, lo è ancora di più, a garanzia dei nostri equipaggi e delle persone salvate e accolte a bordo. Ma i doverosi controlli delle autorità preposte non devono diventare ossessivo accanimento e, tantomeno, pretesto per penalizzare o addirittura fermare chi salva vite umane in mare". E' la denuncia di Mediterranea Saving Humans. "Perché altrimenti non si tratterebbe di eccessivo zelo, ma di uso "politico" delle norme, distorcendone senso e finalità. È accaduto, in ben dodici occasioni in un anno e mezzo, anche alla nostra nave Mare Jonio - dice -Non vediamo lo stesso accanimento delle Autorità sulle violazioni dell'obbligo del soccorso in mare, sui ritardi che provocano tragedie e morti, sul tenere decine di naufraghi , donne uomini e bambini, come sta accadendo in queste ore alla nave mercantile "Marina", al largo senza concedere lo sbarco per diversi giorni"."Tutta la nostra solidarietà e forza quindi ad Alan Kurdi e ad Aita Mari. Ai loro comandanti e ai loro equipaggi, sicuri che saranno pronti a riprendere presto il mare, adempiendo a tutte le legittime prescrizioni, come ci prepariamo a fare con la nostra Mare Jonio - si legge in una nota -Nel frattempo, chi si prende la responsabilità di bloccare le ultime navi civili rimaste a salvare vite, dovrebbe sostituirle subito con assetti governativi adeguati a intervenire con la stessa tempestività in tutto il Mediterraneo centrale".

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