L'economista Livolsi, 'ripresa a portata di mano, governo sostenga capitale e crescita imprese'

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AdnKronos
Milano, 29 lug. (Labitalia) - "Il governo sostenga capitale e crescita dimensionale delle aziende". Lo dice all'Adnkronos/Labitalia Ubaldo Livolsi, economista, presidente della Livolsi & Partners, già ceo di Fininvest e che condusse la quotazione in borsa di Mediaset e Mediolanum. "La ripresa - afferma - è a portata di mano e l’Italia può tornare a crescere. Il nostro Paese può cogliere appieno tale opportunità se incentiverà una maggiore dimensione e solidità di capitale delle nostre aziende. Solo così non saranno esposte alla scalata da parte della concorrenza estera e potranno investire nei tre punti cardine che la competitività globale richiede: capitale umano, internazionalizzazione e tecnologia”.“L’aumento dimensionale - dichiara - si può conseguire con attività di convergenza: dalle forme cooperative o di reciproco sostegno tra le aziende, come tipico dei distretti produttivi nazionali. Saranno importanti le sinergie che si attiveranno tra le aziende, anche di settori diversi, e la collaborazione tra le imprese a livello locale. Si tratta in un certo senso di riscoprire quella vocazione cooperativistica di alcuni territori, si pensi ai famosi distretti italiani, per esempio da quelli del legno a quelli delle piastrelle”.“Le cause - sostiene - della bassa capitalizzazione delle imprese italiane si deve al fatto che da un lato il sistema è storicamente dipendente dalle banche, dall’altro la proprietà teme di condividere le decisioni. Fondamentali saranno soprattutto le operazioni di M&A-Mergers and acquisitions. Il 2021 sta diventando anche l’anno della ripresa per le operazioni di aggregazione e fusione. Le aziende cercano margini e queste operazioni consentiranno ai gruppi di ridurre costi e aumentare la marginalità per i propri azionisti. Anche in Italia i fattori esg - environmental, social and corporate governance e la sostenibilità ambientale in particolare sono sempre più un driver per l’attività di M&a. Sono convinto che ci sarà un’estensione di tali processi non solo alle grandi aziende, ma soprattutto tra le pmi e le piccole imprese, il che è molto importante perché queste due ultime rappresentano oltre il 90% del nostro tessuto produttivo”. “Diversi strumenti - afferma - sono a disposizione oggi delle aziende per crescere. Penso ad alcune piattaforme fintech, che per esempio mettono in contatto le imprese eliminando intermediari così facilitando l’accesso al mercato dei capitali e del debito. Sono sicuro che anche il Governo Draghi faciliterà questi processi ricorrendo alla canalizzazione dei fondi europei e alle agevolazioni fiscali verso quei settori produttivi che assecondano tale visione complessiva. Tra i mezzi innovativi per aumentare la capitalizzazione e l’eventuale M&A, si possono citare i pir (piani individuali di risparmio) e i pir alternativi, tra i più recenti introdotti nel nostro Paese. Un’opzione che si è rivelata utile per allargare la prospettiva dell’investimento, anche alla luce delle nuove disposizioni legislative che aboliscono la tassazione sui capital gain se i pir sono detenuti da alcuni anni e viene dato loro un appeal fiscale di un credito d’imposta del 20% sulle perdite degli investimenti realizzati nell’esercizio 2021”. “Sarebbe importante - sottolinea - che il governo spingesse gli italiani e le aziende a investire nell’Italia. Da tempo sono fautore di un “fondo dei fondi”, un fondo di private equity, pubblico/privato (50% ciascuno), col coinvolgimento di cdp, dove per attrarre i risparmiatori si possa prefigurare una liquidation preference ai privati rispetto alle istituzioni finanziarie che potrebbero conferire parte dei loro crediti Utp-Unlikely to pay che facciano riferimento ad aziende con prospettive di salvataggio e solamente alla fine avvenga il rimborso per altri reinvestimenti alla parte pubblica". "Gli italiani - aggiunge - sono grandi risparmiatori. Se si riuscisse a destinare il 10% dei 1.750 miliardi di depositi esistenti sui c/c dei privati degli italiani e altrettanti dal pubblico agli investimenti, attiveremmo un volano straordinario, una mole di denaro di gran lunga superiore ai fondi di Next generation Eu".

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