Olimpiadi: Dagnoni, ‘la strada non ci è stata amica me con pista rifatti alla grande’

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AdnKronos
Tokyo, 9 ago. (Adnkronos) - “Per un presidente che ha iniziato nel ciclismo correndo, questi Giochi sono state una emozione indescrivibile. Non era previsto un risultato del genere nella pista, un record del mondo e una vittoria sul filo dei centesimi, è stato ancor più adrenalinico. Dagli spalti abbiamo gioito con il presidente Malagò, è stato un momento di grandissima emozione e poi di soddisfazione perchè il lavoro fatto dal tecnico Marco Villa e da tutto il suo staff, è stato ripagato”. Sono le parole del presidente della Federciclismo, Cordiano Dagnoni in una intervista all’Adnkronos, al termine dei Giochi di Tokyo 2020. “La delusione di questi Giochi? La medaglia mancata da Ganna nella cronometro, anche lì per pochissimo. Eravamo pronti ad esultare per l’argento e poi sono scattati tutti quanti ed è arrivato quinto. Comunque lui è andato veramente forte perché il percorso non era adatto a lui, si è superato, ma non è stato sufficiente. Un po’ di rammarico per quello e anche Bettiol che ha avuto i crampi. Diciamo che la strada non ci è stata amica, però con la pista ci siamo rifatti alla grande”, ha aggiunto il numero uno della Fci.“Il futuro di Cassani? Faremo delle valutazioni in Italia. Mediaticamente ha avuto un risalto eccessivo il suo rientro perché è stato male interpretato, era previsto, e invece sembra che sia stato mandato a casa, ma non era così. A Tokyo ci sono delle restrizioni per il covid e finite le competizioni della strada, essendone lui il tecnico, è tornato con tutto il suo staff. Ci confronteremo, ci guarderemo negli occhi e parleremo del futuro”, ha spiegato Dagnoni in merito al ct della strada il cui futuro comunque sembra già segnato.

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