Salute: allarme Fondazione The Bridge, +63% rischio suicidio e +85% uso ansiolitici

Iardino, 'tema delle fragilità mentali deve avere certamente la priorità nell’agenda del Governo'

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AdnKronos
Roma, 16 feb. (Adnkronos Salute) - Durante la pandemia di Covid-19 "c’è stato un peggioramento delle condizioni di vita e di salute degli utenti già in carico ai servizi di salute mentale: una diminuzione dell’aderenza al trattamento (68%) e incremento del rischio suicidario (63%). Nella popolazione generale il rischio di sviluppare sintomi ansiosi, depressivi e stress correlati è arrivato al 95%, l’aumento di dipendenze patologiche è del 90% ed è aumentato dell’85% il consumo di farmaci non soggetti a prescrizione come gli ansiolitici e gli psicotropi". Questo il quadro tracciato dai dati di Fondazione The Bridge contenuti nello studio 'Pazienti no covid, l’iceberg della pandemia', raccolti con "l’obiettivo di evidenziare le maggiori criticità emerse rispetto alla gestione, alla presa in carico, alla qualità della vita e allo stato di salute dei pazienti nel periodo pandemico, prendendo come riferimento l’arco temporale tra marzo 2020 a maggio 2021", spiega l'associazione. "Sono dati allarmanti che non possono non essere presi in considerazione dal Governo - commenta Rosaria Iardino, presidente di Fondazione The Bridge - L’emergenza pandemica ha sottoposto il sistema sanitario nazionale a dure pressioni per il bisogno di rimodellare percorsi dedicati ai pazienti Covid, causando uno shock che ha evidenziato le fragilità latenti nel sistema di presa in carico dei pazienti con patologie differenti e soprattutto ha avuto un impatto disastroso sul numero di nuove diagnosi. Il tema delle fragilità mentali deve avere certamente la priorità nell’agenda del Governo", sottolinea.In attesa che il bonus psicologo venga discusso alla Camera con il decreto Milleproroghe, come annunciato dal ministro della Salute Speranza che la misura non è stata inserita in Manovra, anche il web si è attivato attraverso una petizione popolare che ha l’obiettivo di arrivare a 500mila firme. Al momento, riferisce l'associazione, hanno firmato in più di 300mila per chiedere al Governo di "prendere davvero in considerazione questa proposta e di inserirla nel primo provvedimento utile per andare incontro a un'esigenza immediata e pressante. Oltre a realizzare un investimento vero e sensato sul capitale umano e sul benessere personale e in comunità delle persone". "La pandemia non ha solo aumentato i problemi psichici - sottolinea il presidente nazionale dell’Ordine degli psicologi, David Lazzari - ma ha reso evidente una situazione: al di là delle persone con patologie mentali in senso stretto, ci sono milioni di italiani che, pur non essendo malati mentali non stanno bene, hanno una condizione di malessere, fatica e dolore psicologico, come dimostra anche la ricerca della Fondazione The Bridge. Una condizione che influisce seriamente sul lavoro, lo studio, gli affetti, la qualità della vita e la salute. Un bisogno diffuso che richiede una risposta psicologica sul piano dell’ascolto, sostegno ma anche prevenzione e potenziamento delle risorse personali e collettive. I servizi educativi, sociali e sanitari devono attrezzarsi per una situazione nuova. Il bonus è un segnale importante, che riconosce il problema e la necessità di interventi strutturali innovativi, chiosa.

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