Venezia: Cnr, la città sommersa, rinasce dalle sue fondazioni (2)

martedì 28 giugno 2016
(AdnKronos) - (Adnkronos) - La presenza di ossigeno nel terreno accelera gli attacchi degli organismi responsabili del degrado. “La disponibilità di questo elemento nel sottosuolo veneziano cambia molto, ad esempio, in funzione della presenza di risorgive di acqua dolce o di terreni di riporto. Ma anche la disposizione degli elementi nella fondazione ha importanza: i pali verticali risultano in condizioni peggiori rispetto ai madieri orizzontali”, prosegue il ricercatore dell’Ivalsa-Cnr. “Per quanto riguarda le specie legnose, abbiamo analizzato l’ontano, la quercia, il larice e il pino silvestre. In genere, come constatato anche per il legno archeologico, il legno di conifera si altera in misura minore. Abbiamo inoltre effettuato delle prove di resistenza meccanica dei pali, individuando il rapporto tra resistenza a compressione e livello di degrado, ed è stata determinata la reale influenza di quest’ultimo sul comportamento complessivo della fondazione, che non sembra esserne inficiato: il compattamento del terreno attuato attraverso l’infissione dei pali fino a ‘rifiuto’ fa infatti sì che il sistema funzioni fino a che i pali mantengono le loro dimensioni, anche se il legno è degradato. Quindi le alterazioni delle palificazioni, nei casi studiati, non compromettono la stabilità degli edifici”, spiega.
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