Referendum: Gay, dietro i 'no' fascino istinto conservazione, serve 'sì'
venerdì 21 ottobre 2016
Capri, 21 ott. (AdnKronos) - "Per tanti il dire 'no' a tutto non è solo l’opzione politica di un voto al prossimo referendum, è una vera e propria cultura. Fondata sul fascino incontenibile dell’istinto alla conservazione, dell’opporsi senza proporre alternative. Noi invece voteremo 'sì' il 4 dicembre perché sappiamo cosa c’c'è dopo: un Paese più stabile, più semplice". E' il presidente dei giovani imprenditori di Confindustria, Marco Gay, a ribadire l'appoggio incondizionato alla riforma della Costituzione voluta dal governo Renzi e al prossimo referendum popolare. "Votare 'no' perché si è contrari al merito della riforma o si sollevano obiezioni tecniche è sicuramente una scelta rispettabile, ma non possiamo accettare quelli che voteranno 'no' solo per antipatia dell’attuale Governo o perché sperano di poter creare dalla bocciatura della riforma.Quelli che ambiscono, con il 'no', a dare l’assalto alla Bastiglia, a trasformare il referendum in una sorta di elezioni politiche anticipate, a formare accordi chi per trovare una poltrona con un Governo di scopo o, ancora più banalmente, a sostituire il proprio Segretario di partito", spiega. E aggiunge: "ci piace il confronto su progetti ambiziosi e realizzabili, ci piacerebbe parlare della prossima riforma di politica economica e non nuovamente della prossima riforma della legge elettorale: di questo, la nostra generazione, ne sente parlare da troppi anni. Andiamo oltre!".
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