Moda: Fadda, rivoluzione 4.0 può favorire artigiani
martedì 8 novembre 2016
Milano, 8 nov. (AdnKronos) - Ai tempi del 'see now buy now', della moltiplicazione delle collezioni durante il corso dell'anno, della moda 4.0, velocizzare i processi si può, mantenendo intatta la qualità tutta italiana. Anzi, favorendo proprio quella filiera che teme di cadere vittima della digitalizzazione e della accelerazione dei processi. Ne è convinto Stefano Fadda, art director di Milano Unica, il più importante salone italiane dei tessuti, che in occasione della presentazione delle tendenze dedicate alla primavera estate del 2018, spiega all'Adnkronos che, a suo avviso, la cifra del made in Italy non viene penalizzata dall'accelerazione che sta subendo l'intero comparto. Come a dire che la qualità non è che richieda più tempo in assoluto. Magari più soldi, quello sì. La qualità italiana è sinonimo di artigianalità. E riorganizzando i processi produttivi e contemporaneamente dando da lavorare a più artigiani, è possibile rispondere più velocemente alle richieste di un mercato che vive di dinamiche completamente nuove a seguito della rivoluzione digitale."Oggi bisogna essere preparati a lavorare in contesti sempre più complicati e veloci. Chi sviluppa un'idea di collezione, dietro ne macina altri cinque o sei, forse dieci. Tutto questo lavoro non viene affatto buttato, ma crea una base per il resto" chiarisce Fadda, sottolineando che "quello che è importante oggi è una organizzazione molto precisa, avere persone sulle quali puntare e fare affidamento per determinati passaggi produttivi. E' importante formare team, anche micro, che possano lavorare anche slegati tra loro".
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