Cisal, nel verbale sulla previdenza le certezze possono attendere
venerdì 30 settembre 2016
Roma, 30 set. (Labitalia) - “Il fatto che si tratti di un verbale e non di un protocollo è già di per sé significativo. In pratica, un lungo elenco di se, di ma, di forse, di verifiche da fare, conti da aggiustare, figure professionali da definire. Come dire: le certezze possono attendere". E’ la valutazione fatta da Francesco Cavallaro, segretario generale della Cisal, sul documento sulla Previdenza siglato da governo e sindacati confederali.“L’estensione delle quattordicesime a un milione e 200mila pensionati? Sì -spiega Cavallaro- ma dipende dall’importo attualmente percepito. L’uscita anticipata dei lavoratori disoccupati, svantaggiati, usurati, precoci? Sì, ma solo se versano in condizioni particolari, ancora tutte da definire. L’Ape poi, a causa dei suoi limiti obiettivi, non può essere la risposta del governo alle esigenze di flessibilità in uscita”. “In sintesi -chiarisce- il 'cantiere pensioni' rimane aperto e insiste su misure previdenziali legate al contesto normativo vigente. Purtroppo, la sostanziale conferma della sacralità dell’attuale sistema contributivo non potrà mai garantire l’effettiva adeguatezza delle attuali pensioni, che per oltre il 65% sono al di sotto dei mille euro, e di quelle future, soprattutto per i giovani, anche a causa dei salari troppo bassi e della persistente confusione tra assistenza e previdenza".
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