Roma, 11 ago. (AdnKronos Salute) - Il rischio per la salute dovuto al consumo di uova contaminate "dipende dalla quantità di sostanza ingerita: se una persona adulta ne ingerisce una dose minima i rischi sono circoscritti e limitati. Solo se la percentuale è più consistente e viene assunta in modo costante nel tempo, il rischio comincia a essere reale". Lo afferma Luciano Atzori, biologo esperto in sicurezza degli alimenti dello studio Abr, commentando il caso delle uova contaminate da un insetticida tossico, il Fipronil, vietato per l'uso in produzioni destinate al consumo."Ma il rischio è soggettivo - spiega all'AdnKronos Salute - I bambini o anche gli anziani sono più vulnerabili degli adulti agli effetti tossicologici. Per loro anche un'assunzione limitata nel tempo e nella quantità può causare rischi".
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