Sci: Compagnoni, 'La morte di mio fratello? Credo esista un destino, oggi sento di più il lutto'
giovedì 20 gennaio 2022
Roma, 20 gen. - (Adnkronos) - "Era bellissimo e speciale. Un mese fa la morte di mio fratello sembrava sospesa, irreale, adesso invece l’incredulità si è fatta concreta e dolorosa. Lo sento di più, oggi, il lutto". Così Deborah Compagnoni a un mese dalla morte del fratello minore Jacopo travolto da una valanga nell montagne della Valtellina. La tre volte campionessa olimpica di sci è tornata a casa, Santa Caterina Valfurva. L’albergo di famiglia è in mano a Yuri, il maggiore, papà Giorgio trova conforto nella neve, è mamma Adele ad aver bisogno più di tutti del calore di questa figlia campionessa e globetrotter, nata per sciare, tre ori in tre edizioni consecutive dei Giochi (più tutto il resto), cuore grande e ginocchia di cristallo. "Darsi spiegazioni, come si fa? — si chiede, in un'intervista al 'Corriere della Sera', Deborah, accomodata tra il legno di un salotto affacciato sulla sua valle —. Io credo nel destino. Quando deve accadere, accade. Mi piace pensare così perché mi aiuta a vivere meglio. Provo a essere forte, a tenere su i miei. Jacopo aveva un’energia stupenda, conosceva la montagna a menadito, non si può dire che abbia commesso alcun errore. È andata così. Certo, per chi resta, è straziante".
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