**Consip: Lotti, ‘Vannoni mi disse di aver subito pressioni per fare mio nome’**

martedì 21 febbraio 2023
Roma, 21 feb. (Adnkronos) - "Il 21 dicembre l’allora presidente di Publiacqua Filippo Vannoni si presenta nel mio ufficio per comunicarmi che, sotto pressione di pm e carabinieri, e non sapendo cosa dire, ha fatto il mio nome sostenendo che avrebbe saputo anche da me di indagini che già conosceva. Ero arrabbiato e chiesi il motivo. Mi disse che era sotto pressione, che gli fumavano in faccia e per questo aveva indicato anche me tra le persone che gli avevano rivelato l'inchiesta". Lo ha detto l’ex ministro e sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Luca Lotti, sentito a Roma nel processo Consip che lo vede imputato insieme tra gli altri con Tiziano Renzi, padre del leader di Italia Viva, l'imprenditore Alfredo Romeo, l'ex parlamentare Italo Bocchino, il manager Carlo Russo e l'ex generale dei carabinieri Emanuele Saltalamacchia. Lotti, accusato di favoreggiamento, rispondendo alle domande del pm Mario Palazzi, ha aggiunto: "Io ero arrabbiato e scosso e gli dissi di uscire dal mio ufficio. Non fui così diplomatico e gli dissi: 'non ti do una testata perché siamo in un luogo istituzionale'. Con Vannoni, quello stesso giorno, ci eravamo visti la mattina alla stazione di Firenze, ma non mi disse nulla. Il pomeriggio poi si presentò a Chigi per parlarmi di questo", ha aggiunto. Lotti ha poi riferito in merito a due incontri con l’allora ad di Consip Luigi Marroni, nel 2016, il 31 gennaio e il 3 agosto. "L'ho incontrato per motivi istituzionali. Si parlava di obiettivi Consip per risparmi dello Stato. Non ho ricostruito se a Largo Chigi o a Palazzo Chigi, il secondo era il luogo dove svolgevo le mie attività l'altro lo utilizzavo saltuariamente" ha spiegato l’ex ministro dello Sport. "Sono però sicuro di non aver mai passeggiato tra palazzo Chigi e Largo Chigi con l'ingegner Marroni e di non aver mai avuto con lui conversazioni per strada in quelle occasioni, lo escludo categoricamente – ha aggiunto Lotti - Non sapevo di indagini Consip su Marroni con cui non avevo rapporti di amicizia, ma solo di tipo istituzionale. Ero scettico sulla sua nomina che poi è comunque andata a buon fine", ha concluso l’ex ministro.
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