Referendum: Mulè, 'su Csm Anm gioca altra carta da baro'

domenica 18 gennaio 2026
Roma, 18 gen. (Adnkronos) - “Nella disperata ricerca di 'allarmi democratici' da diffondere per atterrire i cittadini e convincerli a non votare la riforma della giustizia, l’Associazione nazionale magistrati oggi gioca la carta del Consiglio superiore della magistratura come organo che finirebbe nelle mani della politica. Si tratta di un’altra carta da baro, che segue quella della inesistente e mai neppure ipotizzata sottomissione dei pm o dei giudici alla politica". Lo afferma Giorgio Mulè, responsabile della campagna referendaria per il Sì di Forza Italia, deputato e vicepresidente della Camera."Con la riforma, la magistratura -spiega- rimane infatti un potere autonomo e indipendente e il Csm conserverà la maggioranza di ben due terzi dei magistrati (pm da una parte e giudici dall’altra) e continuerà a essere presieduto dal Presidente della Repubblica: nessuna sottomissione o ingerenza della politica. Quel che cambia con la vittoria del Sì è che con il sorteggio dei componenti del Csm finalmente si mette fine alla correntocrazia, alla dittatura delle correnti delle toghe che tanto piace a parte dell’Associazione nazionale magistrati perché tiene in ostaggio e condiziona promozioni e trasferimenti con un’inevitabile compressione della libertà dei giudici”.
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