Alzheimer, Gentile (Eisai): "Diagnosi precoce principale abilitatore dell'innovazione"

mercoledì 28 ottobre 2026
'Biomarcatori e terapie aprono nuova fase nella cura delle malattie neurodegenerative - La sfida è rendere il Ssn pronto a coglierne i benefici'
Roma, 28 ott. (Adnkronos Salute) - "La diagnosi precoce rappresenta oggi il principale fattore abilitante dell'innovazione terapeutica nelle malattie neurodegenerative". Così Anna Lisa Gentile, medical affairs manager di Eisai, in occasione del 56esimo congresso della Società italiana di neurologia (Sin) che si è tenuto a Firenze dal 24 al 27 ottobre. "Nel caso della malattia di Alzheimer sappiamo che il processo biologico sottostante inizia molti anni prima della comparsa dei sintomi - ha spiegato Gentile - Stiamo assistendo a una profonda trasformazione del paradigma di cura: da un modello storicamente focalizzato sulla gestione dei sintomi e delle conseguenze della neurodegenerazione a un approccio orientato all'identificazione precoce della patologia e all'intervento terapeutico". In questo scenario, ha aggiunto, "i biomarcatori stanno assumendo un ruolo centrale, in particolare quelli plasmatici", strumenti che possono favorire una diagnosi più tempestiva e un accesso più rapido ai percorsi di cura.Parallelamente, "la ricerca scientifica ha portato allo sviluppo di nuove terapie che hanno dimostrato nei trial clinici di rallentare significativamente la progressione della malattia nelle sue fasi precoci", ha sottolineato la manager. Un risultato che trova conferma anche nella pratica clinica: "Le evidenze che stanno emergendo dal mondo real world stanno confermando quanto osservato negli studi clinici". Per Gentile, tuttavia, il tema non riguarda soltanto l'innovazione farmacologica: "La vera sfida oggi non è continuare a innovare esclusivamente sul piano terapeutico, ma garantire che i sistemi sanitari siano pronti a tradurre i progressi della ricerca scientifica in un beneficio concreto per i pazienti". "Investire nella diagnosi precoce significa investire nella possibilità di offrire ai pazienti le migliori opportunità di cura nel momento in cui possono riceverne il massimo beneficio e il maggiore impatto", ha concluso.
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