OLBIA. Sono tante le manifestazioni che nell'arco della giornata si susseguiranno al fine di ricordare quei tragici momenti della terribile alluvione del 18 novembre del 2013. Si era detto "ricordare affinché non si verificasse più quell'immane tragedia" che aveva spezzato la vita di 19 persone, tredici solo in Gallura. Da allora è stato fatto veramente poco, i soldi raccolti con la beneficenza degli italiani sono stati distribuiti appena poche settimane fa dalla Croce Rossa. I tempi infiniti della burocrazia ancora oggi lasciano sul terreno i segni di una ricostruzione che non c'è stata. La strada franata che portò con sé la vita di tre persone è ancora così, distrutta, ferma nel tempo a ricordarci di cosa la natura imbrigliata dall'uomo è capace di fare. Olbia continua a sperare e a non dimenticare e stasera grazie all'impegno di un gruppo di cittadini scenderà in strada per una fiaccolata attraversando le vie del fango, in mattinata i vigili del fuoco e gli uomini della protezione civile comunale terranno alcune lezioni sulle norme di autoprotezione e anche lo sport, con le pallavoliste dell'Hermea ricorderanno quella tragedia. La seconda alluvione di qualche settimana fa ha dimostrato che la preparazione e l'organizzazione possono salvare vite umane.
L'allerta che è stata ben predisposta dagli organi comunali e regionali ha sicuramente salvato la vita di molte persone. Purtroppo per alcune abitazioni, sempre nei soliti quartieri, c'è stato poco da fare. E allora bisogna ricominciare da capo, per la seconda volta, rialzare la testa, rimboccarsi le maniche e rimettere tutto a posto, in silenzio con dignità come questo straordinario popolo è sempre stato abituato a fare, senza chiedere l'aiuto di nessuno. Ben consapevoli che quell'aiuto non arriverà mai, o tarderà anni prima di arrivare. Dopo due anni si è al punto di partenza. E' stato approvato un progetto, redatto dallo studio Mancini, che si propone di risolvere i problemi idraulici della città e che ha bisogno di 120 milioni di euro per essere realizzato nella sua interezza. Circa 16 milioni di euro sono stati messi a disposizione dal Governo e altri 9 dalla regione Sardegna. Per i rimanenti fondi ancora non si sa se e quando arriveranno, alcuni ipotizzano addirittura che potrebbero essere sbloccati nel 2021.
Un comitato di cittadini, supportati da uno studio alternativo, addirittura mette a rischio tutto il piano Mancini. E nel frattempo? Nel frattempo dovranno essere istituzioni e cittadini al loro fianco a chiedere che si faccia presto, perché il tempo del fioretto e dell'azione in punta di piedi è finito. La pioggia e le alluvioni non aspettano il timbro del ministero o dell'assessore regionale, quando arrivano non chiedono il permesso o bussano alla porta. Ma è ora che si bussi alla porta, se necessario "metaforicamente parlando" e sempre secondo legge buttarla giù, di quelle istituzioni per chiedere quanto dovuto e quanto promesso più volte dal governo nazionale per la messa in sicurezza immediata della città senza aspettare anni per vedere queste opere realizzate.