La minoranza in consiglio accetta le scuse della Derosas, ma chiede le dimissioni sue e di Nizzi

giovedì 30 aprile 2020
La questione come preventivato ha provocato la reazione dei consiglieri di minoranza che ora chiedono le dimissioni della consigliera Derosas.
OLBIA. Scuse accettate da un punto di vista umano, ma non da quello politico. I consiglieri di minoranza in consiglio comunale a Olbia tirano dritto verso la richiesta di dimissioni della consigliera comunale, Giulia Derosas e del primo cittadino Settimo Nizzi. "Non si può accettare un comportamento del genere -hanno dichiarato i consiglieri- . Chiediamo le dimissioni immediate e in primis quelle del sindaco che dimostra sempre di più di non essere in grado di portare avanti questa situazione. I consiglieri di maggioranza ormai votano sotto minaccia del sindaco". 

La stessa Desole, nel corso di un incontro dei colleghi di minoranza con la Stampa, ha commentato l'episodio: "Grazie alla stampa perché è stato dato il giusto risalto a questa vicensa e questo per il lavoro che faccio e per le mie battaglie è importante. Con amarezza ho appreso questo gravissimo fatto che mi ha investita quando mi son dovuta allontanare per motivi di lavoro. La violenza sulle donne non conosce orari e purtroppo in questo periodo di pandemia sta aumentando. Mi addolora che una giovane donna che si affaccia alla vita politica e che dovrebbe essere esempio per le altre donne si faccia portatrice di una subcultura ptimitiva, esprimendo frasi ingiuriose contro un'ltra donna, senza avere cognizione della gravità e della portata delle sue parole. Per le battaglie che da sempre porto avanti e che mi rappresentano, dico che resta ancora tanta strada da fare. Promuoverò tutte le azioni possibili affinché questa cultura imperante, di stampo maschilista e sessista sia superata indipendentemente dalle appartenenze politiche. Resto in attesa di vedere come chi amministra questa città vorrà valutare questo episodio, sperando voglia cogliere l'occasione per riflettere e mettere in campo azioni fattive di cambiamento".

 
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