Tecnomat a Olbia tra ricorsi e incertezze a casa 24 lavoratori

mercoledì 5 novembre 2025
Situazione drammatica sul territorio che perde 24 posti di lavoro appesi alla decisione del Consiglio di Stato.
OLBIA. Con una nota diffusa dal proprio ufficio legale, Tecnomat ha comunicato la decisione di interrompere il rapporto di lavoro con 24 dipendenti della sede di Olbia, su 88 totali in forza al punto vendita. I contratti a tempo determinato sarebbero giunti a naturale scadenza il 31 ottobre 2025, ma l'azienda ha deciso di non proseguirli a causa del protrarsi della chiusura al pubblico della struttura, disposta nell'ambito di una controversia legale con la società Ottima.
Tecnomat precisa che, nonostante la chiusura al pubblico, l'attività di vendita prosegue: i clienti possono acquistare online e ritirare la merce all'esterno del negozio, ma non è consentito l'accesso agli spazi interni. Il provvedimento è stato adottato, si legge nella nota, "a seguito dell'assoluta impossibilità di fare previsioni sul prosieguo del procedimento amministrativo", legato al contenzioso con Ottima che contesta i requisiti urbanistici del punto vendita. Lo scorso 30 ottobre si è svolta al Consiglio di Stato l'udienza che avrebbe potuto permettere, anche solo temporaneamente, la riapertura completa della struttura.  Ad oggi, però, nessuna decisione è stata ancora comunicata all'azienda, che si trova in una condizione di incertezza. 

"Nonostante la volontà di proseguire nell'organizzazione fin qui adottata – si legge nella comunicazione ufficiale – l'assoluta impossibilità di fare previsioni sul prosieguo del procedimento amministrativo ha reso necessaria la dolorosa decisione di concludere il rapporto di lavoro con 24 colleghi". Tecnomat ha inoltre fatto sapere di aver messo a disposizione dei lavoratori coinvolti un consulente gratuito per la presentazione della domanda di Naspi, e di aver previsto una una tantum a sostegno dei dipendenti in attesa del contributo di disoccupazione. L'azienda ribadisce di voler garantire "la massima tutela possibile ai colleghi ancora impiegati nel negozio e a tutte le terze parti che con il punto vendita hanno relazioni professionali" e conferma "la ferma volontà di difendere la propria posizione presso le sedi competenti, con piena fiducia nelle istituzioni e nei tempi del procedimento amministrativo".

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