OLBIA. Un carico di 23 chilogrammi di cocaina purissima, destinato a fruttare oltre 2,5 milioni di euro sul mercato dello spaccio sardo, è stato sequestrato al porto Isola Bianca di Olbia in una maxi operazione condotta dalla Guardia di Finanza. Il blitz, scattato all'alba del 26 gennaio, ha portato all'arresto in flagranza di un trentenne della provincia di Latina, bloccato appena sbarcato dalla motonave Tirrenia proveniente da Civitavecchia. L'uomo, che viaggiava su un'utilitaria modificata con un sofisticato doppiofondo meccanico, è stato incastrato grazie all'infallibile fiuto del cane antidroga Dante.
L'operazione è nata durante i controlli di routine ai varchi doganali, un filtro che le Fiamme Gialle attivano costantemente per monitorare i flussi in entrata nell'Isola. L'attenzione dei militari è stata attirata dall'atteggiamento sospetto del conducente: nonostante fosse incensurato, il trentenne ha mostrato un nervosismo sproporzionato alla richiesta dei documenti, fornendo risposte evasive e contraddittorie sulle motivazioni del suo viaggio in Sardegna. Questi segnali di tensione hanno spinto i finanzieri ad approfondire l'ispezione, richiedendo l'intervento immediato dell'unità cinofila del Gruppo di Olbia.
L'intervento del pastore tedesco Dante è stato decisivo. Il cane ha immediatamente segnalato la presenza di stupefacenti, concentrando la sua attenzione sulla carrozzeria e sugli interni del veicolo. Forte di questa indicazione, i militari hanno smontato parte dell'abitacolo, scoprendo un nascondiglio realizzato con ingegneria criminale: un vano segreto accessibile solo tramite un complesso sistema di sblocco meccanico. All'interno erano stipati 20 panetti di cocaina, per un peso complessivo di circa 23 chili. Secondo gli inquirenti, il sequestro rappresenta un duro colpo per i canali di approvvigionamento tra la criminalità organizzata laziale e quella isolana. La droga, di altissima qualità, una volta tagliata avrebbe inondato le piazze di spaccio del nord Sardegna generando profitti illeciti enormi. Al termine delle operazioni, il corriere è stato condotto presso la casa circondariale di Bancali, a disposizione della Procura della Repubblica di Tempio Pausania, con l'accusa di traffico di sostanze stupefacenti. L'attività si inquadra nel dispositivo permanente di contrasto ai traffici illeciti coordinato dal Comando Provinciale di Sassari a tutela della legalità e della salute pubblica.