OLBIA. Su fogu ‘e Satt'Antoni è un divertente gioco di parole che serve a raccontare un lavoro e un'esperienza. Antonio Satta, stimato e talentuoso fotoreporter, si confronta con il carnevale tradizionale sardo partendo dai riti più genuini e intimi, quelli del 16 e del 17 gennaio, che segnano la prima uscita delle maschere.
La geografia di questi incontri si colloca in Barbagia e in tre paesi simbolo, Mamoiada, Ottana e Orotelli, dove sfilano rispettivamente i Mamuthones e gli Issohadores, i Boes, i Merdules e la filonzana e i Thurpos. Questi eventi, un tempo davvero patrimonio della comunità locale si sono ora trasformati quasi tutti in giostre circensi, perdendo in parte quelle caratteristiche di spontaneità che li contraddistingueva anni fa. Rimane comunque il significato apotropaico e propiziatorio che le comunità locali gli attribuiscono e l'impareggiabile ospitalità offerta a tutti con grande generosità.
Protagonista unico è il fuoco, acceso di grandi dimensioni e intorno al quale le maschere producono la loro giostra. La particolare scelta di Satta è proprio quella di dedicare le sue immagini alle grandi pire che bruciano al centro delle piazze dei paesi, con intorno tutti i protagonisti dell'evento, dalle maschere, a chi offre da bere e da mangiare, alle autorità religiose anch'esse fondamentali nello svolgimento di queste liturgie, dove sacro e profano s'incontrano.
Mentre è facile vedere fotografie delle maschere tradizionali non è consueto avere a che fare con immagine dove il fuoco campeggi. I reportages sono tre, il primo, che risale agli anni '90, è scattato in pellicola diapositiva, successivamente digitalizzata, il secondo risale alla metà degli anni 2000 e il terzo invece è scattato lo scorso 16 gennaio. Nelle tre sequenze Satta si dimostra, come sempre, un abile interprete. Il racconto fotografico non ha esitazioni e riassume le fasi importanti delle cerimonie con grande maestria.
Argonauti, ancora una volta, ricorda il carnevale qualche giorno prima, con un richiamo alla tradizione e con la speranza che in tanti possano poi recarsi alla scoperta di un mondo che rappresenta, a pochi chilometri di distanza, un viaggio straordinario. La mostra sarà inaugurata venerdì 6 febbraio, alle ore 18:00. Per l'occasione il cantautore olbiese Daniele Gala eseguirà dal vivo il suo ultimo brano Viseras, dedicato alle maschere, dopo l'applaudita prima al museo di Mamoiada.