Santa Teresa di Gallura, esposto del GrIG contro le nuove lottizzazioni a Porto Pozzo

martedì 24 febbraio 2026
Nel mirino degli ambientalisti il piano urbanistico che interessa i 300 metri dalla battigia. Il GrIG chiede l'accesso agli atti e lo stop immediato agli interventi: «Non si ha conoscenza della valutazione ambientale strategica».
OLBIA. Il Gruppo d'Intervento Giuridico (GrIG) interviene sulla pianificazione urbanistica del Comune di Santa Teresa di Gallura sollevando formali contestazioni sulle nuove previsioni di lottizzazione in località Porto Pozzo. In data 23 febbraio 2026, l'associazione ecologista ha presentato una specifica istanza di accesso civico, chiedendo l'annullamento dei recenti atti amministrativi.

 Nel mirino dell'associazione vi è la delibera del Consiglio comunale n. 32 del 30 settembre 2025, che ha sancito l'adozione della "variante al Piano Urbanistico Comunale approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 28 del 23.08.2016 e contestuale adozione del Piano di Lottizzazione dei comparti C 3.01, G 4.1 del P.U.C. in località Porto Pozzo - Primo stralcio funzionale". Per ottenere informazioni ambientali e richiedere l'adozione di opportuni provvedimenti, il GrIG ha coinvolto un ampio parterre istituzionale, indirizzando la propria istanza al Ministero della Cultura, alla Regione autonoma della Sardegna, alla Provincia di Olbia-Tempio, al Comune di Santa Teresa di Gallura e alla Soprintendenza per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Sassari.

 Il nodo cruciale sollevato dal GrIG riguarda la posizione e la natura dei terreni interessati dal piano di lottizzazione, aree che vengono descritte come attualmente ricche di macchia mediterranea. Come evidenziato nella nota stampa, i comparti in questione ricadono ampiamente nella fascia costiera dei 300 metri dalla battigia marina, "tutelata con vincolo di conservazione integrale (legge regionale Sardegna n. 45/1989 e s.m.i.) e con specifico vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.)".

 Secondo l'associazione ecologista, l'area rientra inoltre all'interno del vigente Piano Paesaggistico Regionale (P.P.R.) "quale bene paesaggistico d'insieme in quanto ricadente nella fascia costiera (artt. 19-20 delle N.T.A.) e zona di conservazione integrale". A pesare sull'iter normativo della variante vi è inoltre un presunto vizio procedurale segnalato dal sodalizio ambientalista, il quale fa sapere che allo stato attuale "non si ha conoscenza dell'avvenuta sottoposizione della variante adottata alla preventiva procedura di valutazione ambientale strategica (V.A.S.)". Alla luce del quadro descritto, il Gruppo d'Intervento Giuridico ha formalmente chiesto agli enti di controllo "l'annullamento in sede di autotutela e in sede di procedura di verifica di coerenza degli atti di pianificazione" della suddetta variante urbanistica.

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