venerdì 27 febbraio 2026
Un viaggio di oltre 500 chilometri tra mountain bike, kayak e navigazione pura, sostenuto da una visione che unisce sport d’eccellenza e promozione del territorio: perché ogni strada, anche la più selvaggia, riporta sempre verso casa.
OLBIA. C’è un silenzio particolare che accompagna l’alba tra i graniti della Gallura, interrotto solo dal respiro cadenzato di chi sta riscrivendo i confini della propria resistenza. Telemaco Murgia non sta semplicemente correndo; sta tracciando una rotta che dai sentieri impervi della Sardegna punta dritto al cuore selvaggio del Sudafrica. Sarà lui l’unico atleta italiano a presentarsi ai nastri di partenza della Expedition Africa 2026, una sfida estrema da oltre 500 chilometri senza assistenza esterna, dove il limite tra sport e sopravvivenza si fa sottilissimo. Questa avventura non nasce nel vuoto, ma affonda le radici in una geografia dell’anima che attraversa l’intera isola. Se tra i tacchi calcarei di Ulassai è divampata la scintilla per l’ignoto, è tra le creste severe del Supramonte e le scogliere di Cala Gonone che la tecnica di Murgia si è fatta istinto. Oggi, il suo quartier generale è Luogosanto: un laboratorio naturale dove il vento, la roccia e gli sterrati della Gallura offrono il banco di prova ideale per simulare l’imprevedibilità africana. Qui la preparazione è totale: mountain bike su fondi sconnessi, trekking con carichi pesanti, kayak e, soprattutto, l'arte della navigazione pura con mappa e bussola, spesso portata avanti in condizioni di estrema privazione del sonno.
La Sardegna, in questo contesto, smette di essere solo un panorama da cartolina per rivelarsi una palestra tecnica e selvaggia, capace di forgiare un atleta che ha scelto di non separare mai la performance dal legame con la propria terra. Non è un percorso solitario, nonostante la natura della gara: accanto a Murgia batte il cuore di una squadra fatta di famiglia, compagni di allenamento e sostenitori che condividono una visione comune. Un supporto fondamentale arriva dal main sponsor Daniela Ciboddo – Engel & Völkers Costa Smeralda, che ha sposato il progetto non solo come impresa sportiva, ma come manifesto di promozione territoriale. C’è un paradosso affascinante in questa missione, racchiuso nello slogan internazionale "All Roads Lead Home". Per Telemaco Murgia, viaggiare lontano e spingersi fino a quasi "perdersi" in territori ostili serve, in ultima analisi, a ritrovarsi e a dare un senso nuovo al concetto di casa. La sfida in Africa diventa così un ponte verso il futuro: una volta tagliato il traguardo, il ritorno verso l’isola segnerà l’inizio di nuovi progetti legati al turismo attivo e alle esperienze outdoor di alto profilo. Murgia non sta solo portando la Sardegna nel mondo; sta preparando il terreno per riportare nel mondo l’immagine di una terra autentica, resistente e profondamente vocata all'avventura.